sabato 24 febbraio 2018

SENZA TITOLO

giace sull'acciaio il grasso signore
mentre si inguanta il sezionatore

affila la lama che luccica adesso
comincia una lunga incisione sul suo petto

trancia il costato
del nostro signore
su ogni lato
il sezionatore

inforca la sega e con molta fatica
scuoia la testa con le dita 

pesa le membra su una vecchia bilancia
si accascia a riposare su una panca

scintilla il sudore alla fioca luce
con filo di spago veloce cuce

finito uno comincia un altro
è il suo lavoro null'altro

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dalla raccolta "Obitori"
Pellaro, 24.02.2018

giovedì 22 febbraio 2018

OBITORI

E’ steso sul tavolo
dell’obitorio
nessun prologo
per il corpo del profugo

apriamo il sacco
tagliamo i vestiti
resta nudo 
i suoi resti scheletriti

taglio il torace
incido l’addome
puzza il suo
liquido marrone

trancio il costato
sono un uomo mediocre
ricordo Gesù 
sulla croce

muoiono i bambini
muoiono i vecchi
noi siam sempre qui 
a tagliarne i resti

piango adesso 
per questo ragazzo
morto in mare 
senza uno straccio

pianse lui senza saperlo
nella sua vita 
che era un inferno

piangono i figli 
che restano vani
avranno la speranza dei villani
che il loro papà 
si sia salvato
invece di essere sezionato

ritorno in me
finisco il lavoro
è già di nuovo pieno l’obitorio

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raccolta Obitori
Pellaro, 20 Nov 2017

lunedì 19 febbraio 2018

Arte e fascismo


In questo contesto e momento storico, si parla di fascismo (sempre) con una serie di post discutibili e idioti, pubblicati in massa e che invadono ripetutamente la mia bacheca provocandomi conati di vomito; per fortuna esiste il tasto “non seguire più” che ultimamente mi sta tornando molto utile.

Scrive Veneziani: "Il fascismo non si può ridurre solo a qualcosa di criminale. Non lo farei neanche per il comunismo che per estensione, durata, vicinanza temporale, numero di vittime (in tempo di pace, si badi bene) ha prodotto crimini inarrivabili. Non si può ricordare del fascismo la violenza, la guerra, la persecuzione razziale (diversa da quella nazista), dimenticando le opere realizzate, la tutela sociale, l’integrazione nazionale, i passi da gigante compiuti dall’Italia nel segno della modernizzazione, la forte passione ideale e civile, il consenso."

Mi aspetterei, da persone colte (molte ne ho tra gli amici – almeno credevo fosse così) la cui parola deriva dal latino "cŭltus" «coltivare», un atteggiamento costruttivo su alcuni temi come per l’appunto un periodo storico non molto lontano, ma con profondo rammarico, mi rendo conto che ciò non è possibile; questo non per mancanza di cultura, ma per l’estrema pochezza intellettuale (sembra un ossimoro, ma non lo è). Degli “incolti” (privi di quel briciolo di humus necessario per rivolgermi la parola) non dirò e non ci parlerò più.

Se parliamo di fascismo (ed è una libertà che mi concedo perché ho letto e studiato) possiamo, sembra ombra di dubbio, e dobbiamo usare parole forti, di condanna dal punto di vista storico. Non esistono giustificazioni di sorta, se o ma; storicamente il fascismo è stato un fallimento, come ogni dittatura. Punto. Se però, guardiamo il fenomeno fascismo dal punto di vista dell’arte e della letteratura, nessuno e dico nessuno, può non riconoscerne un trionfo. Il fascismo ha prodotto l’arte più bella del ‘900, quel che rimane oltre che nei musei di tutto il mondo, è visibile al Foro Italico (che menti bigotte e ignoranti vorrebbe demolire). Pirandello era fascista ma mi sembra tutti ne riconoscano il valore letterario, nessuno si sognerebbe di bruciarne i romanzi. Gentile era fascista, ma è indiscutibile il suo lascito. Furono i fascisti a dare luce all’Enciclopedia Italiana, a compiere la trasvolata dell’oceano (a Chicago c’è una statua di Italo Balbo).
Mi fermo qui…

Questo è quello che una persona “colta” e mediamente intelligente riesce a comprendere, far suo. Lo stesso al di là di ogni colore mi piacerebbe avvenisse da parte dei molti amici di sinistra, ma ahimè con profondo rammarico leggo e vedo che ciò (perché?) non risulta possibile.

Godetevi queste foto del Foro Italico perché per molti di voi “amici” saranno le ultime dal mio profilo. Comincerò stasera ad eliminare un po’ di persone la cui presenza non mi è più gradita nemmeno virtualmente.

Per finire: si dice che la lettura sia un piacere, dunque se un libro non è gradito il lettore ha il dovere di lasciarlo a metà. Facebook è la stessa cosa, è un piacere. Se qualcuno ci da fastidio abbiamo il dovere di eliminarlo e allontanarlo.

ad maiora
[pubblicato come post su facebook]









In questi giorni, come già accennato dal primo rigo, si dibatte molto di fascismo e dell'opportunità di tutelare o abbattere i simboli e ciò che ne rimane. Un approfondimento è possibile ai seguenti link:






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Pellaro,
Reggio Calabria 19.02.2918

giovedì 15 febbraio 2018

Io sarei stato fumo

Ho 34 anni e appena terminato "Se questo è un uomo". Non l'avevo mai letto prima, mai letto a scuola. Meglio. Non è un libro per adolescenti che esplodono di ormoni; è un libro che necessita di una certa maturità, che solo dopo e con il tempo si acquisisce. E' un libro, lento, freddo, analitico, ed ecco perché non può essere letto "superficialmente". E' un libro che più di ogni altro, come nessun altro ti lascia dentro qualcosa. Lo rileggerei? Mai. 

E' raro che rilegga un libro già letto, assaporato; preferisco dedicare il mio tempo a scoprire nuovi sapori nelle pagine di un nuovo romanzo. Non ci si può calare in Levi, nonostante si cerchi di farlo; nessuno di noi è Levi e nessuno di noi vorrebbe e potrebbe esserlo. Mi sono interrogato molte volte, riga dopo riga, su come sia stato possibile, che uomini donne e bambini siano diventati fumo, nei forni, nel cuore dell’Europa. Se ci penso, e ci penso, mi viene da dubitare che possa davvero essere accaduto. Ma poi leggi, ascolti, guardi e la pelle ti si gela, gli occhi luccicano e capisci che è stato davvero tutto vero. 

Capisci che oggi fa freddo, a Reggio fa freddo. Ti copri ma non puoi non pensare che qualcuno con indosso solo una camicia sia stato costretto a lavorare, coi piedi immersi nella neve, per ore e ore al gelo della Polonia. Polonia. E penso che io no, non sarei sopravvissuto al lager. Io che indosso le calze di lana anche ad agosto, sarei morto, sarei stato fumo e nulla più. Un numero tra tanti. Non sarei sopravvissuto al dolore delle selezioni tra me e mio fratello, me e mio papà; non sarei sopravvissuto al dolore della separazione da Roberta, a vederla morire di stenti dietro un filo spinato. No, io sarei morto, sarei stato fumo e nulla più. 

E mi domando se oggi fosse possibile. Se il nostro vicino, il nostro amico, il nostro compaesano fosse preso, caricato su un carro bestiame e deportato noi lo permetteremmo? Mi domando questo più di ogni cosa. Forse sì, ci gireremmo dall'altra parte; o forse no? 


mercoledì 14 febbraio 2018

ignoranza e conoscenza

Durante l'ultima escursione, lanciando un frammento di roccia, ho scoperto all'interno questa struttura. Mi ero emozionato pensando si potesse trattare di un qualche fossile, forse una foglia (che ricerco da sempre). Essendo totalmente ignorante in materia, ho chiesto da prima a conoscenti e amici (collezionisti e appassionati) senza ricevere alcuna risposta illuminante e in fine a chi fa questo di mestiere, una docente universitaria di paleontologia dell'Unical, la quale, gentilissima, mi ha risposto nel seguente modo: "...tipiche strutture di alterazione, molto comuni, nelle rocce di tipo marnoso che si formano a causa dei fluidi circolanti." 

Ecco, la scienza e la vita funzionano allo stesso modo, ci si deve affidare a chi ha studiato e investito nelle proprie conoscenze. Non esiste chi sa tutto ma a tutto, affidandosi alle giuste persone, c'è una risposta. 

Se mi fossi affidato e fidato delle mie "conoscenze" e "ricerche" googliane avrei battezzato questa struttura come un raro fossile di una specie estinta di pianta. Ecco lasciate stare internet, google e i vari ciarlatani e affidatevi ai veri professionisti.


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Pellaro - RC
14.02.2018

lunedì 12 febbraio 2018

Escursione Ferruzzano - Rocca Armenia

Tra ripide salite e discese argillose con gli scarponi sprofondati nel fango abbiamo attraversato uno dei posti di Calabria dove la storia ha plasmato la roccia. E di rocce, scavate e non più abitate, che trasudano l'anima dei primi occupatori, che ci siamo riempiti. L'antico borgo di Bruzzano ridotto a rudere, stuprato dal bivacco inconsapevole e ignorante di alcuni avventori e dalla ancora più malevole ignoranza dei molti amministratori.

Pascolo. Africo sullo sfondo

Macina

Edicola

Ionio da Ferruzzano

Antico palmento

Arco dei  Caraffa - 1600

Ruderi di Rocca Armenia - Bruzzano - 1110

Ruderi di Rocca Armenia - Bruzzano - 1110

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Pellaro 12.02.2018

domenica 4 febbraio 2018

Escursione Pentedattilo - Prastarà - Montebello

Escursione che dal borgo incantato di Pentedattilo, attraverso antichi sentieri, attraversa maestose formazioni rocciose giunge sino a Montebello. Purtroppo il tempo inclemente e il crollo del sentiero ci ha impedito la risalita verso le rocche di Santa Lena, dove avremmo, lungo un calpestio, intrapreso il ritorno verso la stazione di partenza. 








Pellaro,
04 Feb 2018