FDA, 2025
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venerdì 4 luglio 2025
PUNTA PELLARO
FDA, 2025
sabato 20 aprile 2024
GROTTA DI SANT'ILARIO
domenica 7 aprile 2024
AI MIEI FIGLI
con parole di padre
che la Robinia è in fiore,
e questo profumo di miele
mescolato al salino
sferza oggi i vicoli
del nostro paesino.
Mi riporta alla mente
un ricordo lontano:
mio padre e mia madre
tenersi per mano.
Correre, ridere e rincorrersi un poco,
scambiarsi dei baci
più forti del fuoco.
Poi, torno al presente e so
che è un falso ricordo,
forse solo un desiderio
di un bambino incolto.
Ma adesso io son padre
e a voi due dico:
quello che non è vissuto
non è mai esistito.
Esisto adesso,
che vi guardo negli occhi
e so che non ho più bisogno
di quei falsi ricordi.
Esisto adesso,
mentre vi stringo sul petto,
Sasà e Alice
oasi nel mio deserto.
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Pellaro, 07 apr 2024
#poesia
sabato 30 marzo 2024
È MARZO
sono ubriache del profumo
dell’arancio in fiore.
la zagara è un fiore delicato
basta, infatti, un refolo di vento
e viene giù.
ma tra questi fiori caduti,
che nessuno nota più,
c’è un soffione che è esploso
con il capo in su.
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Pellaro, 28.03.2024
lunedì 25 settembre 2023
TRITTICO DI GAGINI A GALATRO
domenica 30 aprile 2023
ICONA BIZANTINA CHIESA MARIA S.S. ASSUNTA DELLA CAPPELLA
lunedì 24 aprile 2023
IL TRITTICO DI GAGINI A VIBO VALENTIA
venerdì 7 aprile 2023
LA PIETÀ DI GAGINI - SOVERATO
venerdì 24 marzo 2023
RAPPRESENTAZIONI
essere una definizione
ma mille sono le rappresentazioni:
come quella di una madre
che allatta il proprio bambino.
giovedì 23 marzo 2023
RUDERI CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
CHIESETTA MADONNA DELL'ABBONDANZA (SAN LEO)
FONTANA DI LUME
sabato 18 febbraio 2023
NOI LAZZARONI
venerdì 7 ottobre 2022
ERRANZA: CIMINA' - MONTE TRE PIZZI
In una calda giornata d'autunno sono tornato a camminare. Da oltre due mesi ero fermo, varie le ragioni. Ho scelto, assieme ad Antonio, un percorso abbastanza conosciuto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Aspromonte: dal paesino di Ciminà alla cresta di Monte Tre pizzi, cima che sovrasta il piccolo agglomerato di case. Ciminà è un paesino d'altri tempi con poco più di 500 abitanti ed è lì, proprio da una delle sue piazze, che parte il nostro sentiero. Percorso poco più di un km la strada asfaltata si perde su un fondo ciottoloso che diventa sterrato e poi sentiero tra gli elci. Il sottobosco profuma ora d'erica, lì dove il sole ruba spazio alla vegetazione, ora di cisto. I ciclamini sono in fiore e nel monotono colore del sottobosco si autodenunciano con i loro colori pastello. Rivoluzionari. Noi, silenti erranti passo dopo passo ci fondiamo con questa natura madre e matrigna. Entriamo in valli umide come vulve che trasudano humus di vita. Lì dove l'acqua zampilla ecco felci, muschi, epatiche, piccoli insetti che danzano furiosi allo scrosciar del salto di minute rane che solo da qualche giorno hanno conquistato l'aria, prima prigioniere del mondo acquatico. Riprendiamo il cammino dopo la breve e rigenerante sosta: la salita è erta. Erriamo tra foreste di arbuti con le bacche rosse e succose di cui ci nutriamo quasi fossimo ospiti di un banchetto organizzato da elfi e gnomi. Camminiamo ancora tra elci e corbezzoli fin dove la macchia si perde, muore, scompare e lascia spazio solo alla roccia nuda: siamo sui tre pizzi. La discesa si presenta sin da subito difficoltosa a causa del fondo composto da pietrisco sdrucciolevole; Ciminà è lì sotto di noi e la sola cosa che possiamo fare e fare attenzione a non scivolare. Poco più di 20 minuti e abbiamo perso oltre 400m di quota, siamo letteralmente precipitati sul piccolo paese, stanchi ma pieni di bellezza che i nostri occhi mortali hanno avuto il coraggio di rubare alla Dea immortale.
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