Il 24 luglio a Roma intorno alle 17, quando si riunì per l'ultima volta il Gran Consiglio del Fascismo, c'erano 33°C, i gerarchi indossavano la sahariana in orbace. Nella notte del 25 luglio, con l'ordine Grandi, finivano 21 anni di regime. Un regime mostruoso che non solo aveva impoverito la popolazione, ma l'aveva catapultata in una guerra di distruzione e morte, ungendosi nel '39 della tremenda onta di aver firmato le schifose leggi razziali, con le quali una parte degli italiani venne ritenuta indegna della vita.
Nessuno può rimpiangere il regime fascista. Nessuno che viva, oggi, in un paese come il nostro; ma chi identifica il Fascismo con il regime fa non solo un errore storico ma soprattutto filosofico.
Moriva, per fortuna, il 25 luglio del 1943 il regime, ma sopravviveva l'idea. Quella stessa idea, che era stata corrotta, ma che dopo essere stata nel ventre dell'R.S.I. si partorì, nel 1946, con l'M.S.I. Oggi, quella stessa idea pragmatica e filosofica è ancora viva ed arde forte e fiera. Noi siamo quell'idea sociale, statale, solidale. Noi siamo quell'idea che si batte contro l'individualismo periglioso e nichilista del nostro tempo per elevare lo spirito verso qualcosa di superiore.
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fda, 2026
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