Era diventato per me frustrante dover rimanere dove non mi sentivo più di casa. Non condividendo la linea programmatica, ho fatto un passo indietro e rimesso la mia tessera di FN. Qui il mio comunicato.
Come molti sapranno, o ricorderanno, sin da marzo sono stato tra i primi sostenitori di Futuro Nazionale, partito che ho avuto il merito di fare radicare sul territorio reggino. Io infatti, assieme ad altri che hanno scelto di aderire al progetto e che oggi scelgono come me di uscirne, sono stato il promotore del primo comitato il 297 e quello attualmente con il maggior numero di iscritti.
Oggi, 25 agosto, scelgo di fare un passo indietro, rimetto la mia tessera e quella di altri 70 iscritti e scegliamo di scendere da questa barca che ha perso la ‘trebisonda’ (usando l’espressione molto cara al Gen. Vannacci). Il progetto iniziale, che si richiamava alla destra storica, plurale, liberale non esiste di fatto più, svanito in maniera nebulosa tra le righe di un farinoso programma. Il testo proposto dal partito è di fatto, per moltissimi di noi che ne costituiamo la base, irricevibile.
Sono impensabili ed improponibili molte delle misure, liberticide, che vengono proposte, oggi nel 2026. Chiunque sia un uomo o una donna di Destra autentica non può che provare un forte sdegno di fronte ad alcune affermazioni, e mai vorrebbe un Italia come viene prospettata da alcuni.
Ho creduto nel progetto, ci ho investito, con altri iscritti ci siamo fatti carico di portarlo in piazza (cinque punti informativi), di farlo conoscere attraverso operazioni stampa, abbiamo raccolto firme, operazioni culturali, abbiamo partecipato ad eventi in Sicilia e Calabria, tutto evidentemente inutile di fronte alla totale assenza di considerazione che i vertici partitici hanno della base, inascoltata in merito -e non solo- al progetto programmatico.
Non vedere più rappresentate le proprie idee all’interno di un progetto politico non rappresenta un insulto a qualcuno, ma una presa netta di coscienza. Ci sono, per ognuno di noi, dei limiti morali invalicabili, delle linee rosse e queste sono state, per la mia visione etica, ampiamente superate. Scelgo di fare un passo indietro come molti scelgono, oggi, di imbarcarsi in quest'avventura. Entrambi meritiamo lo stesso rispetto, perché come disse proprio un On. di Futuro Nazionale ‘...se un partito cambia la propria idea politica è giusto per un iscritto non rivedersi più ed andarsene’. Ecco, faccio proprio questo e chiedo, evidentemente scusa a quanti sono stati da me coinvolti.
In merito alle scelte politiche per il territorio di Reggio, non entro in merito, perché non è compito mio farlo, saranno gli elettori reggini ad esprimersi; ma una riflessione, che in questi giorni è maturata, mi sento di lasciarla: Reggio, ancora una volta, è preda politica di quanti vedono meramente un’opportunità, una terra di conquista perché tutto in fin dei conti è possibile anche che il responsabile organizzativo della campagna elettorale sia un lametino. Evidentemente Reggio non aveva persone all’altezza per svolgere un, seppur semplice, ruolo.
fda, 2026
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