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mercoledì 18 gennaio 2023

AFRICO


“Di urgenza assoluta è la costruzione di un ponte sull’Aposcipo che i contadini devono giornalmente attraversare per recarsi a coltivare le zone di terra loro date in enfiteusi dal Barone Franco. Attualmente si accede da un versante all’altro utilizzando una trave di circa 25 centimetri di spessore e lunga 10 metri, gettata al di sopra del torrente ad una altezza dalla superficie dell’acqua di 8 o 9 metri. I più audaci l’attraversano in piedi facendo giochi di equilibrio, gli altri seduti e trascinandosi innanzi a forza di braccia; ma è già avvenuto, soprattutto nei periodi di mal tempo, che qualcuno sia piombato giù, sfracellandosi sui massi del torrente. Sette o otto sono le vittime di cui ci vennero fatti i nomi».

la foto è tratta dal libro: Il Sud di Umberto Zanotti Bianco 
il testo da: Africo di Corrado Stajano


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lunedì 10 ottobre 2022

Sant'Agata del Bianco

Oggi abbiamo visitato il piccolo paese di Sant'Agata del Bianco, un vero e proprio gioiello sulle colline della costa ionica: qui è nato Saverio Strati. Letterato, secondo me, tra i più grandi narratori del XX sec. ma purtroppo, ancora poco conosciuto e per nulla studiato. Tra le vie del paese i tanti murales sono un viaggio tra i personaggi che più hanno lasciato traccia nei lettori. Tra tutti, per me, Tibi e Tascia bambini e sognatori. La piazza che tante volte ho immaginato leggendo quelle pagine mi si presenta perfettamente davanti: l'avrei riconosciuta anche senza la relativa targa. Vi consiglio di visitare Sant'Agata e di leggere Strati: La Teda, Tibi e Tascia e tutti gli altri.

















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venerdì 10 giugno 2022

PELLARO STORICA


La Pellaro "storica" quella dei nostri padri e dei nostri nonni che cambia e muta con lo scorrere degli anni. Questo post rappresenta una fototeca digitale, dove è possibile trovare diverse foto storiche su Pellaro e le sue frazioni. Chiunque volesse  e fosse in possesso di qualche foto o filmato inedito può contattarmi. 

Ogni immagine reca il nome del rispettivo proprietario a cui appartiene ogni copyright e ogni diritto. 


Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi
Natale Cutrupi

IN AGGIORNAMENTO

10.06.2022

sabato 14 maggio 2022

SAN GIORGIO MORGETO

Citando le parole di Tullio De Mauro (1997) “l’Italia è il paese dei paesi, della cui grande varietà e ricchezza si dovrebbe fare un inventario” e oggi abbiamo visitato uno dei paesi che affacciano e dominano la Piana di Gioia Tauro: ci siamo persi tra le strette viuzze di San Giorgio Morgeto, paese antico e ricco di tradizioni. Intenti a salire e fotografare le tante gradinate che lo arricchiscono e caratterizzano, abbiamo incontrato Simone: un giovane artigiano-artista maestro vetraio che ci ha felicemente accompagnato e fatto da Cicerone. 






Senza di lui non saremmo riusciti a scoprire la “Gradinata Beffarda” con la folkloristica storia di Morgana ma che invece nasconde quella vera, ancora più bella, che riconduce al puro “senso dei luoghi” e a un uso antico e rurale: costruita in maniera “beffarda” per consentire l’agevole discesa dei muli; oppure, il “Passetto del Re” ovvero, con i suoi 40 cm, il vicolo più stretto d’Italia. Simone mantiene viva l’arte della lavorazione del vetro e nella sua bottega-laboratorio, che conserva tanto di quella magia dei vecchi mestieri, ci ha fatto perdere tra i colori e i tagli del vetro. 




Abbiamo potuto spiare all’interno di Palazzo Fazzari costruito immediatamente dopo il grande terremoto del 1783 che mantiene intatto lo stile napoletano-borbonico e scoprire i tanti “baari” ovvero, stretti vicoli coperti da un tetto o un balcone. Il nostro curiosare ci ha portato a vedere anche una caditoia “particolare”: uno dei primissimi bagni pubblici posizionato proprio all’interno di un “baari”.






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venerdì 13 maggio 2022

SINDACI DI PELLARO

Presso il centro civico "Cardea", ubicato negli uffici del primo piano, è presente la pergamena recante i nomi di tutti i Sindaci di Pellaro. 



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lunedì 2 maggio 2022

SCILLA

Il toponimo scylla ("cagna") richiama un misterioso mostro che sarebbe il responsabile di tempeste scatenatesi sul mare che determinarono la fine di molti naufraghi. Descritta da Strabone come uno scoglio simile a un'isola, Scilla mantiene tutt'ora i tratti di questo paesaggio. I suoi pochi abitanti furono degli abili navigatori e conoscitori delle rotte, notizia questa confermata da San Girolamo. Il piccolo borgo è caratteristico con strette viuzze e case addossate. Numerose le piazzette interne, ben curate, che meritano di essere viste. Del quartiere Chianalea ne parlerò in un altro post. 

Statua della Trasformazione di Scilla

Lo scultore ha scelto il bronzo per rappresentare Scilla nell’esatto momento della sua metamorfosi in mostro. Le sue gambe si stanno trasformando in lunghe diramazioni, simili a serpenti, che terminano in teste di cane dai denti aguzzi, tutte tranne una che diventa un pinna. Il braccio destro della povera ragazza si allunga verso l’alto e con la mano Scilla si afferra la testa in un gesto di evidente disperazione. Il braccio sinistro è abbandonato lungo il busto, la schiena è inarcata, tutte le linee della scultura mostrano tensione. La sofferenza della ragazza per la punizione inaspettata che sta subendo è lampante.

Monumento ai Caduti

Fu realizzato nel 1960 dall’artista Carmine Pirrotta. e collocato in piazza al centro del paese con forma trapezoidale è collocata su tre gradini in marmo. La base è rivestita da lastre in marmo recanti, incisi, i nomi dei caduti. La stele è suddivisa, nelle tre facce frontali, in nove riquadri, tre per lato, raffigurati in rilievo, scene di guerra.











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Per approfondire:

Monumento ai Caduti

Statua della Trasformazione di Scilla