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mercoledì 12 novembre 2025

ANCORA SULLA CROCE DEL REDENTORE


Nei giorni scorsi, dopo essere stato a Montalto per la benedizione della nuova croce del Redentore avevo scritto un post di denuncia sul pessimo intervento eseguito. Benché la croce sia stata donata dall'impresa che ha restaurato il basamento, la messa in posa della stessa ha comportato un danno (ulteriore) ed importante alla statua (già non messa bene), nonostante da più parti si sostenga il contrario.

Infatti, come si vede dalle foto che io stesso ho scattato, nel 2024 non erano già presenti (come si sostiene) i fori dove sono state ancorate le staffette che oggi la reggono. Ne deriva che il manufatto è stato ulteriormente danneggiato, sicuramente inconsapevolmente, ma tanto è. Pertanto, la soprintendenza davvero ha autorizzato una cosa del genere? Dove sono le delibere di intervento? Il progetto? Io on-line non sono riuscito a reperirlo.

Dunque, in conclusione non sarebbe meglio per il futuro evitare che chi non abbia le competenze e di fatto fa un altro mestiere (e lo fa bene visto il basamento eccellentemente restaurato) anche in buona fede, faccia qualcosa che evidentemente non sa fare? Io faccio il microbiologo e mi occupo di batteri e virus, se qualcuno mi chiede un intervento al cuore lo indirizzo dal cardiochirurgo, non dovrebbe essere la normalità?

il post precedente:







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fda, 2025

lunedì 4 agosto 2025

ASPROMONTE INVISIBILE: PUCCINIA CORONATA


Nel pantano di Montalto, che rappresenta la torbiera più a sud d'Europa, insiste Cynosurus cristatus L. dove alcuni individui sono colpiti dalla ruggine Puccinia coronata Corda, 1837.
 
In foto le lamine fogliari colpite che manifestano i sori (uredini) come piccole macchie giallo/nerastre e le spore microscopiche -ingrandite 400 volte- che prendono il nome di urediniospore.





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FDA, 2025

[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Francesco D'Aleo

sabato 31 agosto 2024

QUERCE VETUSTE E GUARDIANI DELLA MONTAGNA


Cari amici,
camminando in Aspromonte tra gli ombrosi precipiti o tra i luminosi crinali si può fare visita a immense querce vetuste, guardiani canuti dei luoghi. Anima mundi, Genius Loci, il tutto in tutto di San Paolo. Il legno, talora cisposo, bernoccoluto, corroso, guardiano di quella linfa vitale che estratta dalla terra e sputata in cielo diventa vita, bruma, uggia per noi camminanti silenziosi.

Bisogna addentrarsi in Aspromonte in punta di piedi e inginocchiarsi sotto le fronde stormite dai venti, che ora freschi ora caldi suonano note diverse. E, a volte, questi refoli, questi soffi si incanalano tra le fenditure dei fusti, tra le ferite dei rami regalando ai viandanti note nuove, parlate antiche, lingue sconosciute.

Ascoltatelo l'Aspromonte, questo parla attraverso il legno, attraverso l'acqua, la bruma, l'uggia e parla di cose vecchie, antiche e parla anche di noi. Noi siamo i camminanti silenziosi che si perdono nel vociare della montagna.

in foto: le querce di Valle Infernale e Demetra.


















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domenica 25 agosto 2024

IO NON CREDO


Io non credo.
Non credo che ci sia un soprannaturale che possa influenzarci e influenzare le nostre vite. Non credo che qualcosa ci abbia plasmato. Credo però che ci sia l'impalpabile, forza motrice che genera continuamente il nostro universo, un rimescolamento di atomi e materia di cui noi siamo l'espressione più bella. Un refolo di energia che si diffonde e ci condensa, un'anastomosi che diventa fusione tra prassi e pensiero.
 
Minuto essere che pensa. L'uomo parte della natura, rete naturale, ma anche più della natura stessa, più di ogni pianta più di ogni altro animale. L'uomo più degli Dei, l'uomo più di Dio. Unicità che si condensa in pensiero oltre la materia e con questa si interseca, si fonde, si unisce. Se non ci fosse quest'essere unico a pensare, definire, capire, vedere, dare un nome alle cose dell'universo, l'universo stesso di fatto non esisterebbe perché non sarebbe pensato e immaginato da nessun altro 'essere'. L'uomo è.
 
In foto: anastomosi tra due tronchi vicini, Valle Infernale. Aspromonte orientale.




LA TEDA - TESTIMONIANZE


Cari amici,
camminando dentro i boschi calabresi è possibile imbattersi in Pini che presentano ampie porzioni mancanti. Se si osservano bene, queste presentano i colpi ripetuti della scure.
Si tratta di alberi, per lo più Pini laricio, dal cui legno venivano ricavate ampie schegge a cui veniva dato il nome di "teda" o raramente "deda": un frammento di legno o un piccolo ramo resinoso al quale veniva dato fuoco e che serviva per illuminare le dense notti montane.
 
In Aspromonte, nella sua parte di arcaica e misteriosa, nella parte di più selvaggia e sacra l'uso della teda era abbastanza diffuso. Ne fa una bellissima descrizione Saverio Strati nell'omonimo romanzo "La teda" da cui: "La Teda ardeva con una fiamma viva, proiettando ombre danzanti sulle pareti della casa. La sua luce calda e tremolante non solo illuminava la stanza, ma sembrava accendere i cuori di chi vi abitava, portando un senso di calore e speranza in mezzo alla notte scura." Nell'agro di Africo dove il romanzo è trasposto la teda è un'usanza che si poteva rinvenire sino a qualche decennio fa.

In foto: un Pino nei pressi di Croce di Dio Sia Lodato, Aspromonte orientale.





venerdì 16 agosto 2024

ZIGOSPORA DI COSMARIUM BOTRYTIS MENEGHINI EX RALFS


Cari amici,
AlgaeBase è il più grande database mondiale sulle alghe; una vera e propria enciclopedia dove gli esperti di ogni parte del mondo possono trovare le informazioni necessarie per i propri studi.

Sono molto orgoglioso che la mie foto siano state accettate come parte integrante di questa enorme opera di divulgazione e di aver pertanto, contribuito alla conoscenza della zigospora di Cosmarium botrytis Meneghini ex Ralfs.

La zigospora di quest'alga era stata descritta solamente una volta in natura nel 1912 (West & West) e successivamente in condizioni controllate nel 1955 (Starr, R. C.).

Queste, dunque, sono le prime foto in assoluto disponibili e pubblicate per la zigospora di questa specifica specie.





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sabato 3 agosto 2024

TORBIERA PIANO GULATA

Cari amici,
ieri siamo stati a visitare la torbiera di Piano Gulata in agro di Canolo Nuova identificata come SIC (IT9350134 -> https://eunis.eea.europa.eu/sites/IT9350134 ). Della vecchia torbiera caratterizzata da grandi insediamenti di Sfagno (Sphagnum inundatum) rimane ben poco. Purtroppo, gran parte dell'acqua è incanalata verso un piccolo bacino idrico che, parlando con la gente del posto, serve ad abbeverare i pascoli.
 
L'alterazione dell'equilibrio idrico dei siti identificati come "Torbiere di transizioni ed instabili 7140" rappresenta una delle principali criticità indicato anche nella Carta Natura - Geografia degli Habitat 
 
È, tuttavia, normale che durante la stagione secca il livello delle acque che convogliano verso i siti acquitrinosi cali ma non mi era mai capitato di vederla in tale stato. L'area si presenta in ogni modo verdeggiante e probabilmente con l'arrivo della stagione autunnale parte della torbiera tornerà a ad una condizione di allagamento.






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venerdì 2 agosto 2024

TEOFANIE D'ASPROMONTE


Nei precipiti d'Aspromonte si entra in punta di piedi non per paura di cadere ma perché sarà più facile inginocchiarsi. Al cospetto dei vetusti giganti che li popolano, torti e feriti, vecchi di centinaia di anni, siamo all'interno di una cattedrale le cui volte sono costituite da verdi fronde e le colonne dai torti fusti beanti.

Il vento che incanalandosi fa stormire la fronda penetra all'interno di quel corpo cariato e suona sinfonie vecchie di millenni. Qui, dove i nostri avi conobbero Dio, oggi è teofania nel legno di questi roveri.









giovedì 1 agosto 2024

CROCE DI TOPPA


Cari amici,
lungo la strada che collega Zervò a Carmelia, sul Sentiero del Brigante, si trova una croce in ferro denominata "CROCE DI TOPPA". La croce, di forgia recente, reca una lapide in marmo con l'epigrafe: "S. TOPPA SACRIFICATOSI PER IL PROSSIMO".
 
Poco distante una piccola croce, molto più vecchia, sempre in ferro rappresenta, di fatto, quella originale. Importante è l'aspetto storico culturale del luogo. Infatti, si narra che un monaco chiamato comunemente "TOPPA" sia morto assiderato mentre tornava da una questua condotta nella piana. Probabilmente il nome, che poi ha dato il toponimo al luogo e al vallone, è derivato dalla "toppa" (da toppo: frammento d'albero) che il religioso trascinava quando fu colto dalla tormenta.
 
Questa sorta di slitta, molto rudimentale, veniva caricata di mercanzie e prodotti da offrire o scambiare. Da quel momento i pellegrini che dalla piana si recavano a Polsi a piedi, prima di arrivare al Passo della Cerasara, accatastavano pezzetti di legno che successivamente, al rientro, venivano arsi così da riscaldare lo spirito del questuante dal freddo dell'Aspromonte.





 
fonti:
- Corriere della Piana - n°21
- https://francescodaleo.blogspot.com/
- Catalogo Georiferito delle Edicole Votive: https://www.google.com/maps/d/u/0/edit...

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mercoledì 3 luglio 2024

DEMETRA E I 'SEGRETI' DI PULCINELLA


Demetra è la quercia più vecchia d'Italia, forse del mondo (secondo lo studio Piovesan et al. che trovate qui: 
-> https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/.../ecy.3179 ) e si trova in Aspromonte orientale.

La prestigiosa rivista Ecology nel numero del dicembre 2020 gli dedicò la copertina 

Tra l'altro la foto di copertina, pubblicata su Ecology, riprendeva il Rovere da un'angolazione inedita (mai pubblicata prima) con sullo sfondo alcune cime facilmente riconoscibili. 
Inoltre, qui è presente un video del TgR che inquadra bene il territorio -> https://www.facebook.com/watch/?v=395039938588503

Insomma, tutti dati facilmente disponibili in rete.


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giovedì 9 maggio 2024

IL CRINALE DELLE QUERCE


Cari amici,
abbiamo camminato sui crinali aspromontani, immersi tra gli enormi roveri centenari, sferzati dal vento. I minuscoli Nontiscordardimè, come schizzi di colore tra le rocce brulle, ci hanno accompagnano nella nostra erranza tra i seni delle Dee che governano i luoghi.















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[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Francesco D'Aleo