Visualizzazione post con etichetta manifesto della bellezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manifesto della bellezza. Mostra tutti i post

venerdì 31 luglio 2026

SASÀ DALL'ANIMO GENTILE


Mi cammina vicino
tenendomi per mano,
poi d’improvviso la lascia
e scappa lontano

io mi volto, ho lo sguardo molesto,
sono pronto ad un rimprovero,
ad un richiamo maldestro;

ma poi lo vedo lì,
si sforza, si tende a prender qualcosa,
si volta verso di noi e dice:
“Alice è per te questa rosa”.


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

mercoledì 3 luglio 2024

LA SALVEZZA DEL BELLO DI BYUNG-CHUL HAN


Cari amici,
solo la bellezza salva.
Ricordate che quando morirete puzzerete come tutti gli altri ma almeno cercate di non farlo in vita. Cercate, anche se vi viene difficile, di non fare nauseare le persone con la vostra presenza.
Personalmente allo stato attuale consumo molte travelgum.

Leggete questo bel saggio di Byung-Chul Han uno dei maggiori filosofi viventi.


---

lunedì 22 aprile 2024

SANT'AGATA DEL BIANCO


Cari amici,
Byung-Chul Han, uno dei filosofi contemporanei più influenti, nel saggio "La salvezza del bello" citando Edmund Burke ci dice che "il bello libera da ogni negatività, [il bello] procura solo piacere positivo".

Ecco come ci siamo sentiti a visitare Sant'Agata del Bianco, paese dell'Aspromonte orientale e terra natia di Saverio Strati: circondati dal bello e perciò invasi da positività.

L'abitato è, letteralmente, rinato da una manciata d'anni e questo grazie ad amministratori illuminati, primo, fra tanti, il sindaco Domenico Stranieri e ai numerosi cittadini innamorati del posto in cui vivono. Domenico ci ha accompagnati, prima al telefono, attraverso informazioni su come muoverci e dopo di persona venendo sul luogo e raccontandoci il vissuto, la storia, l'essenza del posto.

I murales, le opere ai muri, i musei e sculture di Baldissarro parlano di un'anima di terra, roccia e fuoco e riportano alla mente gli scalpellini tanto citati nelle opere di Strati.

Vi consiglio di andare a Sant'Agata e di perdervi, anche voi, nel bello che da positività.





















 
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ]

---

lunedì 25 settembre 2023

TRITTICO DI GAGINI A GALATRO

Il trittico si trova nella chiesa di San Nicola nella parte alta del paese di Galatro. Facilmente raggiungibile in macchina.

Le statue che compongono il trittico, da sinistra a destra, raffigurano San Giovanni Battista, Santa Maria della Valle e San Giovanni l'Evangelista. Giovane abbastanza forte, ben conformato nei particolari somatici e perfetto nelle proporzioni anatomiche, appare il Battista. La pelliccia che lo copre dall'addome fin sopra le ginocchia ricorda la prima giovinezza del Santo allorché abbandonò la seducente mondanità per la solenne quiete delle selve e per le convinte predicazioni. Sereno nel volto, il Battista con ambo le mani regge il libro che ha poggiato sul fianco sinistro mentre ha lo sguardo fisso verso un punto lontano. L'artista ha, forse, voluto fermare nel marmo l'espressione che il Battista aveva nel momento in cui è andato incontro al Divin Nazareno. Un agnello, appena sbozzato, è sul lato sinistro del basamento.

Nella nicchia centrale è la Vergine col Bambino a cui, in onore del Vescovo-mecenate fondatore della Chiesa, è stato dato il nome di Santa Maria della Valle. La figura della Madonna - col volto piccolo, dolce, dalla fronte ampia e luminosa, con sopracciglia appena accennate, le palpebre chinate, quasi a velare lo sguardo, un lieve sorriso che non schiude le labbra ma che fa intravedere una infinita pace interiore - appare quanto mai delicata.

Dal centro della fronte due ciocche simmetriche di ondulati capelli si dipartono, incorniciando il volto, mentre il capo è coperto dal velo che scende sulle spalle e che le fascia, fino a lasciar congiungere i lembi sotto i piedi del Bambino, che sorregge sull'avambraccio sinistro. Il Bambino Celeste, completamente nudo, alza il braccio destro benedicente verso la folla. La statua poggia su uno scannello esagonale a facce rettangolari. Tre di queste facce sono istoriate da altrettanti bassorilievi.

Nel primo, quello centrale, è rappresentata la nascita di Gesù (con la stalla, Giuseppe e Maria, un pastore sull'estrema destra, le pecore, l'angelo, l'asino, il bue e, naturalmente, adagiato sulla paglia, il Redentore Neonato). Sul lato sinistro c'è l'Annunciazione: un angelo si genuflette con un giglio in mano; sul lato destro è, invece, raffigurata la Madonna che, inginocchiata, riceve lo Spirito Santo sotto le allegoriche sembianze di una colomba.

L'ultima statua, quella di San Giovanni Evangelista, è sicuramente la più importante e la più riuscita dal punto di vista artistico. Robusto e forte, l'Evangelista lascia trasparire il travaglio interiore attraverso alcuni dosati colpi di scalpello che sembrano abbiano scavato il volto. Con la testa leggermente chinata e girata verso destra, il Santo fissa il suo pugno chiuso. Perchè? Riteniamo che in quella mano San Giovanni reggesse una croce e sollevandola in maniera decisa, a quanti si accostavano a lui per sentire la parola evangelica, la mostrasse come la bandiera della nuova Fede. Per questo, a guardar bene, nei suoi tratti somatici sembra leggere l'invito a seguire quella croce che, sul Golgota, è diventata il simbolo di un grande olocausto. (Se la nostra intuizione è fondata, non riusciamo a spiegarci il motivo per il quale, dopo il terremoto del 1783, nessuno abbia più provveduto a rimettere nella mano del Santo Evangelista una croce di legno!). La mano sinistra (assai simile a quella del Battista anche nella posizione del pollice e dell'indice) regge un grosso volume che, poggiato sul fianco, simboleggia certamente la sua Apocalisse, i Vangeli e le Epistole. Ricercato è il drappeggio della tunica e del manto. 




giovedì 23 marzo 2023

domenica 12 giugno 2022

MANIFESTO DELLA BELLEZZA

Abbiamo bisogno di un manifersto della bellezza, un manifesto contro il brutto. Ultimamente si assiste a un lento e logorante tentativo di far passare il brutto, l'incompiuto, lo schifo come qualcosa di intimamente collegato al paesaggio. Non cascateci, non è così. E' il gioco degli amici di coloro che ha ridotto la città così. Contro lo scempio che ci circonda: spazzatura, dissesto, abitazioni incompiute, povertà culturale rispondete con la bellezza. Rispondente con la cultura. Portateli a visitare il gruppo marmoreo de "L'Annunciazione" di Antonello Gagini, XV-XVI sec. nella chiesa di San Teodoro Martire a Bagaladi (Aspromonte). Ci sarà chi rimarrà senza parole e chi cercherà un bar nelle vicinanze: sappiate scegliere con chi accompagnarvi.






---