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mercoledì 5 agosto 2020

anima del mondo


Guardo i tuoi occhi
verdi come uno stagno
dove nel mezzo si apre
un abisso di nero
il cui fondo
tocca l’anima del mondo.
Il mio gatto mi guarda
e dice tutto; miagola,
mentre con il naso morbido
m’annusa la mano.
Ora è la sua lingua
che sfiora le mie dita
e ho un attimo fugace di stupore:
è ruvida e dura,
meraviglioso contrasto
di bellezza pura.


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Pellaro,
5.8.2020


martedì 4 agosto 2020

Podargoni: borgo dimenticato.

Stamattina sono stato a visitare il piccolo borgo di Podargoni e ne sono rimasto affascinato; la storia degli ultimi secoli si fonde e crea un'atmosfera unica che avvolge e strega. Passeggiando attraverso gli stretti vicoli che penetrano nel cuore profondo del borgo, tra case dirute e abbandonate si scorgono i frammenti di storie passate: una potenzialità turistica enorme.







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LU SURICICCHIU ELETTORALE

I viri nisciri cu l’occhi chiusi
comu surici da ‘nu purtusu
e ca scusa i ‘nu cafè e ‘na parola
ti surridunu pu loro usu;
a ciauri subitu ‘a sola,
picchi ne vidisti mai pedi pedi
quandu tra ‘na fossa china d’acqua
e ‘na muntagna i spazzatura
cercavi mi rivi mi travagghji
senza mi cadi e mi rumpi l’anchi.
Ora ‘anveci che è periudu elettorale
su tutti belli boni e amici
e mi ti spillano lu to’ voto
cuminciunu cu’ proclami
su autu e motu.
“Fazzu chistu e poi chiddatru
chi fu’ finu a ora esti nu scalmanatu,
non avi idea mentre ijeu’
sugnu ‘u re du penseru meu”.
E dupu tutti sti paroli
o quagghjiu “mi po’ fa nu favuri?
Mi ricandidu. ‘U sacciu
prima era a sinistra ora a destra
ma poco ‘mporta,
tu lu sai cunta lu’ cristianu
e no li culuri ca’ sbandieramu.”
E a storia ricumincia.
Lu suricicchiu appena eletto
torna ‘nta lu’ soi purtusu
e cu parole buriusi proclama:
“i futtimmu ‘natra vota
a sti quattru cugghiuni
ora stamu pasciuti e ‘ntanati
pi’ ‘atri vinti stagiuni”.


Pellaro,
28 Luglio 2020


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LA PANCA DEI BIFOLCHI


Oh viandante:

a Pellaro non ci facciamo
mancare niente
il mare il sole
e tanta bella gente,

abbiamo panchine
a volontà,
ma se poi non ti puoi
sedere: 'che ci fa'?

Ad esempio al municipio diroccato
fa da contorno una panca
dove vi si siede
la gente ‘stanca’,

e tra fiumi di vino
da quattro soldi e birre peroni
ogni sera volano
sovente paroloni;

se ti capita di passare
devi farlo a distanza
per non essere travolto
da quei senza speranza,

ma stanne pur certo
che se avrai voglia e curiosità
nei caldi pomeriggi estivi
l’ilarità non mancherà,

e in quel miscuglio
di tanti volti
riconoscerai la panca
dei bifolchi.

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Pellaro, 
31 Luglio 2020

venerdì 3 gennaio 2020

Convento dei Cappuccini di Fiumara

Cari amici, 
oggi per cominciare bene l'anno, abbiamo deciso di andare a visitare l'oramai abbandonato Convento dei Cappuccini situato a Fiumara. Il convento, dove si insediò la confraternita di Sant'Antonio da Padova, venne eretto nel 1533. Nel corso dei secoli, diversi furono gli abbandoni ed i reinsediamenti da parte dei frati, fino a quando il terremoto del 1908 ne causò in parte il crollo. Rapidamente ricostruito, già l'anno successivo fu inaugurato dall'Arcivescovo Rinaldo Camillo Rousset. I religiosi rimasero nel convento sino al 1947 per poi abbandonarlo definitivamente. Nel 1953 furono ospitate alcune famiglie sfollate da Africo in seguito alla disastrosa alluvione che colpì il paese. Dal 1974 al 1997 il chiostro fu adibito a casa dell'Ospitalità per essere successivamente e definitivamente abbandonato. Oggi si presenta vastamente devastato da ripetuti atti vandalici, il primo piano completamente distrutto probabilmente da un'incendio che è stato causa del crollo dell'intera copertura. Delle cucine, dei bagni e degli alloggi non rimane molto; i numerosi affreschi sono in parte ancora visibili anche se alcuni, a causa del crollo dell'intonato, non sono più riconoscibili. Un altro bene che verrà perduto definitivamente e di cui a breve rimarrà solo un ricordo.













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lunedì 19 febbraio 2018

Arte e fascismo


In questo contesto e momento storico, si parla di fascismo (sempre) con una serie di post discutibili e idioti, pubblicati in massa e che invadono ripetutamente la mia bacheca provocandomi conati di vomito; per fortuna esiste il tasto “non seguire più” che ultimamente mi sta tornando molto utile.

Scrive Veneziani: "Il fascismo non si può ridurre solo a qualcosa di criminale. Non lo farei neanche per il comunismo che per estensione, durata, vicinanza temporale, numero di vittime (in tempo di pace, si badi bene) ha prodotto crimini inarrivabili. Non si può ricordare del fascismo la violenza, la guerra, la persecuzione razziale (diversa da quella nazista), dimenticando le opere realizzate, la tutela sociale, l’integrazione nazionale, i passi da gigante compiuti dall’Italia nel segno della modernizzazione, la forte passione ideale e civile, il consenso."

Mi aspetterei, da persone colte (molte ne ho tra gli amici – almeno credevo fosse così) la cui parola deriva dal latino "cŭltus" «coltivare», un atteggiamento costruttivo su alcuni temi come per l’appunto un periodo storico non molto lontano, ma con profondo rammarico, mi rendo conto che ciò non è possibile; questo non per mancanza di cultura, ma per l’estrema pochezza intellettuale (sembra un ossimoro, ma non lo è). Degli “incolti” (privi di quel briciolo di humus necessario per rivolgermi la parola) non dirò e non ci parlerò più.

Se parliamo di fascismo (ed è una libertà che mi concedo perché ho letto e studiato) possiamo, sembra ombra di dubbio, e dobbiamo usare parole forti, di condanna dal punto di vista storico. Non esistono giustificazioni di sorta, se o ma; storicamente il fascismo è stato un fallimento, come ogni dittatura. Punto. Se però, guardiamo il fenomeno fascismo dal punto di vista dell’arte e della letteratura, nessuno e dico nessuno, può non riconoscerne un trionfo. Il fascismo ha prodotto l’arte più bella del ‘900, quel che rimane oltre che nei musei di tutto il mondo, è visibile al Foro Italico (che menti bigotte e ignoranti vorrebbe demolire). Pirandello era fascista ma mi sembra tutti ne riconoscano il valore letterario, nessuno si sognerebbe di bruciarne i romanzi. Gentile era fascista, ma è indiscutibile il suo lascito. Furono i fascisti a dare luce all’Enciclopedia Italiana, a compiere la trasvolata dell’oceano (a Chicago c’è una statua di Italo Balbo).
Mi fermo qui…

Questo è quello che una persona “colta” e mediamente intelligente riesce a comprendere, far suo. Lo stesso al di là di ogni colore mi piacerebbe avvenisse da parte dei molti amici di sinistra, ma ahimè con profondo rammarico leggo e vedo che ciò (perché?) non risulta possibile.

Godetevi queste foto del Foro Italico perché per molti di voi “amici” saranno le ultime dal mio profilo. Comincerò stasera ad eliminare un po’ di persone la cui presenza non mi è più gradita nemmeno virtualmente.

Per finire: si dice che la lettura sia un piacere, dunque se un libro non è gradito il lettore ha il dovere di lasciarlo a metà. Facebook è la stessa cosa, è un piacere. Se qualcuno ci da fastidio abbiamo il dovere di eliminarlo e allontanarlo.

ad maiora
[pubblicato come post su facebook]









In questi giorni, come già accennato dal primo rigo, si dibatte molto di fascismo e dell'opportunità di tutelare o abbattere i simboli e ciò che ne rimane. Un approfondimento è possibile ai seguenti link:






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Pellaro,
Reggio Calabria 19.02.2918