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domenica 28 settembre 2025
ROCCA DEL DRAKO, ROGHUDI
Quando sarà l'ora scopriranno il mondo da soli, ne avranno tutto il tempo se vorranno. Il mio compito, invece, è fargli conoscere la loro terra, quella verace. La Calabria va camminata.
Rocca del Drako, Roghudi. Aspromonte greco.
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FDA, 2025
https://francescodaleo.blogspot.com/
lunedì 18 agosto 2025
NARDELLO II
Camminata lungo Nardello.
L'Aspromonte è una montagna che accoglie e una montagna che rigetta. Spetta a noi capirlo.
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FDA, 2025
FDA, 2025
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Francesco D'Aleo
sabato 7 settembre 2024
LEGNO IN ASPROMONTE
Cari amici,
mentre camminate lungo i precipiti dell'Aspromonte potete osservare, se siete fortunati, alcuni tagli di alberi, anche maestosi, e ammirarne la loro struttura.
Il legno esercita da sempre una malia, indiato ad elemento sacro presso numerosi popoli. Nel Giappone Shintoista il legno è dimora di alcuni spiriti chiamati Kami ed alcuni alberi come, ad esempio, i ciliegi sono considerati sacri. Presso i popoli slavi, il rovere è considerato sacro e associato a Perun, il dio del tuono e del cielo. Il legno simboleggia la forza e la potenza divina.
Biologicamente, un albero non è altro che un'enorme pompa idraulica dove l'acqua richiamata dalla chioma passa attraverso il caule. Nulla più. Tutto, nella struttura di un fusto è progettato per il trasporto di acqua e linfa elaborata. Ovviamente, questa è una riduzione semplicistica dell'entità vivente in sé che è molto più complessa nel dettaglio.
in foto: una sezione longitudinale di un fusto di Pino, dove si nota bene la differenza tra durame (centrale) ed alburno (periferico), presso bosco di Roccaforte del Greco, Aspromonte greco.
domenica 25 agosto 2024
IO NON CREDO
Io non credo.
Non credo che ci sia un soprannaturale che possa influenzarci e influenzare le nostre vite. Non credo che qualcosa ci abbia plasmato. Credo però che ci sia l'impalpabile, forza motrice che genera continuamente il nostro universo, un rimescolamento di atomi e materia di cui noi siamo l'espressione più bella. Un refolo di energia che si diffonde e ci condensa, un'anastomosi che diventa fusione tra prassi e pensiero.
Minuto essere che pensa. L'uomo parte della natura, rete naturale, ma anche più della natura stessa, più di ogni pianta più di ogni altro animale. L'uomo più degli Dei, l'uomo più di Dio. Unicità che si condensa in pensiero oltre la materia e con questa si interseca, si fonde, si unisce. Se non ci fosse quest'essere unico a pensare, definire, capire, vedere, dare un nome alle cose dell'universo, l'universo stesso di fatto non esisterebbe perché non sarebbe pensato e immaginato da nessun altro 'essere'. L'uomo è.
In foto: anastomosi tra due tronchi vicini, Valle Infernale. Aspromonte orientale.
LA TEDA - TESTIMONIANZE
Cari amici,
camminando dentro i boschi calabresi è possibile imbattersi in Pini che presentano ampie porzioni mancanti. Se si osservano bene, queste presentano i colpi ripetuti della scure.
Si tratta di alberi, per lo più Pini laricio, dal cui legno venivano ricavate ampie schegge a cui veniva dato il nome di "teda" o raramente "deda": un frammento di legno o un piccolo ramo resinoso al quale veniva dato fuoco e che serviva per illuminare le dense notti montane.
In Aspromonte, nella sua parte di arcaica e misteriosa, nella parte di più selvaggia e sacra l'uso della teda era abbastanza diffuso. Ne fa una bellissima descrizione Saverio Strati nell'omonimo romanzo "La teda" da cui: "La Teda ardeva con una fiamma viva, proiettando ombre danzanti sulle pareti della casa. La sua luce calda e tremolante non solo illuminava la stanza, ma sembrava accendere i cuori di chi vi abitava, portando un senso di calore e speranza in mezzo alla notte scura." Nell'agro di Africo dove il romanzo è trasposto la teda è un'usanza che si poteva rinvenire sino a qualche decennio fa.
In foto: un Pino nei pressi di Croce di Dio Sia Lodato, Aspromonte orientale.
mercoledì 3 luglio 2024
DEMETRA E I 'SEGRETI' DI PULCINELLA
Demetra è la quercia più vecchia d'Italia, forse del mondo (secondo lo studio Piovesan et al. che trovate qui:
-> https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/.../ecy.3179 ) e si trova in Aspromonte orientale.
La prestigiosa rivista Ecology nel numero del dicembre 2020 gli dedicò la copertina
Tra l'altro la foto di copertina, pubblicata su Ecology, riprendeva il Rovere da un'angolazione inedita (mai pubblicata prima) con sullo sfondo alcune cime facilmente riconoscibili.
Inoltre, qui è presente un video del TgR che inquadra bene il territorio -> https://www.facebook.com/watch/?v=395039938588503
Insomma, tutti dati facilmente disponibili in rete.
sabato 20 aprile 2024
GROTTA DI SANT'ILARIO
Cari amici,
qualche settimana fa ho visitato l'interno di un antico ninfeo, cioè un edificio sacro in prossimità di una sorgente d’acqua dedicato a una ninfa, a Sant'Ilario dello Ionio. Scavato tra il IV e il II sec a.C. si tratta di un lungo corridoio nella roccia che si sviluppa per circa 30 metri di lunghezza e finisce in un una camera principale alta fino a 4 metri.
Per arrivare in fondo ci si deve immergere nell'acqua fino al petto almeno nella parte iniziale poi diminuisce, non è stato facile soprattutto per chi, come me, soffre di claustrofobia ma ne è valsa la pena.
Un progetto di ricerca avviato nel 2017 da Francesca Martorano, direttore del dipartimento patrimonio, architettura e urbanistica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha permesso di supporre che questo luogo fosse deputato ad accogliere la celebrazione degli antichissimi riti orfici, movimento religioso sorto in Grecia verso il VI secolo a. C. intorno alla figura di Orfeo.
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[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ]lunedì 18 settembre 2023
ERRANZA FRAGOLARA - NARDELLO
Una breve erranza (circa 10 km) nel cuore del PNA. Un bagno tra gli odori del ginepro, del faggio, dell'abete, tra prati muscosi e piccole radure.
Poesia:
Non so se hai mai visto un prato di ciclamini tra le ombre di una foresta di faggi?
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sabato 19 giugno 2021
RUD. MONASTERO SAN GIOVANNI (DI FOSSATO)
Abbiamo visitato i ruderi del monastero di San Giovanni (XII sec.) posto sopra Fossato il 10 Gennaio 2021. Il monastero è situato a circa un km dall'abitato dell'attuale Fossato su di un colle tra il torrente San Pietro e il torrente Racali. Purtroppo i ruderi sono difficilmente raggiungibili a causa della folta vegetazione, sono rimasti (forse) solo i muri perimetrali e segni di un abside che risulta rivolto verso oriente (orientato). L'altezza dei muri è approssimativamente di un metro, forse più nella parte absidata ma non è possibile percepirne l'effettiva altezza a causa della copertura dovuta dalla vegetazione. Non è individuabile l'ingresso. I muri sono formati esclusivamente da pietre a secco.
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martedì 4 agosto 2020
"La Mafia è dentro di noi": Punta Pellaro, i Fratini e la recinzione.
Qualche giorno fa ho scritto una considerazione sull’atteggiamento di menefreghismo che permea ogni comportamento del vivere quotidiano riggitano, qualcuno ha commentato ‘la mafia è dentro di noi’ ed è a questo che ho pensato quando stamattina sono giunto in spiaggia.
Punta Pellaro da qualche anno è stata riconosciuta come luogo di nidificazione del Fratino, un piccolo uccello in via d’estinzione (areale dimezzato negli ultimi anni in Italia) che nidifica in piccole buche scavate nella sabbia, per questo un gruppo di volontari (di cui io non faccio parte e che non conosco) ha recintato una piccola area (poche decine di metri quadrati) a proprie spese e con paletti di legno e corda recanti le spiegazioni del caso, tutto questo per evitare che qualcuno possa accidentalmente (o volontariamente) calpestare le uova deposte. Bene stamattina la ‘recinzione’ lato mare era divelta e i paletti tutti arretrati sino al limite superiore. Ovviamente questo tra l’indifferenza di tutti che ahimè guardavano quasi con compassione l’unico coglione (io) che appena arrivato si è messo all’opera per risistemare (o almeno tentare di farlo) l’area.
Tralasciando le considerazioni personali (avrei solo insulti, la maggior parte dei quali nessuno capirebbe) mi risulta assai difficile che qualcuno abbia potuto agire indisturbato a ridosso di scuole di surf e lidi, e quindi per me è assai difficile pensare che non vi sia connivenza o almeno menefreghismo da parte di questi gestori che ad oggi non assicurano alcuna tutela al posto che gli porta da mangiare. Ovviamente spero di essere smentito non con le parole ma con i fatti; sarebbe bello infatti che tutti i destinatari delle concessioni si riunissero e donassero una ‘vera’ recinzione per delimitare una volta per tutte l’area. Sarebbe bello no per i volontari, no per il fratino ma per loro stessi che dovrebbero essere i numi tutelari di questo meraviglioso posto stuprato e vilipeso continuamente.
ps: al maledetto coglione che ha divelto i paletti dico che: se pensa che il problema di questa spiaggia sia la recinzione per il fratino (e no le siringhe, i preservativi, la spazzatura, i cocchi di vetro ecc) allora è più coglione di quanto penso!
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giovedì 21 maggio 2020
Ritorno alla montagna: Gambarie - Nino Martino
La grande pandemia di SARS-CoV-2 ha portato via oltre 30.000 vite e la nostra normalità. Siamo voraci, dunque, di 'normalità' ed è con lo spirito degli avventurieri del XIX secolo che abbiamo affrontato la prima escursione dopo oltre 60 giorni di quarantena. Esploratori di luoghi già conosciuti ma che sembrano nuovi ai nostri occhi affamati di bellezza; quel Genius loci così ricercato e ritrovato senza sforzo nel cuore dell'Aspromonte. Attraverso il Sentiero del Brigante abbiamo affrontato l'erta scalata al balcone di Nino Martino per recitare poesie e liberarle dalla prigione della carta, regalare le parole ai refoli che sferzano nelle verdi foreste delle vette aspromontane.
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© 2020 - Francesco d'Aleo
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