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mercoledì 31 dicembre 2025

LA STRADA GIOVANE

Ho letto, su spunto della recensione di un amico, il libro di Antonio Albanese. Che delusione. Un romanzo di formazione -fin troppo- scolastico e a tratti scialbo. Semplice e con un lessico elementare. La storia è trita e ritrita, ma sarebbe potuta diventare interessante se solo fosse stata raccontata più profondamente. Sembra di trovarsi di fronte ad un racconto -ma, forse, lo è?- e mi chiedo: davvero @feltrinelli_editore pubblicherebbe un libro del genere da un autore sconosciuto?




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fda, 2025
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

mercoledì 10 settembre 2025

IL MONDO BRUCIA


Il mondo brucia e in questo incontrollabile tremore che mi assale mi rifugio nei miei piccoli figli, ma che sono molto più grandi di me, tra le carezze di Roberta, nei pensieri belli, nelle poesie, nella semplicità delle tradizioni.
Mi rifugio tra le montagne e i paesi della mia Calabria che è amara e arsa.
Il mondo è un incendio che divampa ed io debbo solo stare attendo a non bruciarmi.




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FDA, 2025
https://francescodaleo.blogspot.com/

giovedì 27 marzo 2025

TRACCE DI GUERRA A SANTA CATERINA


La facciata di un edificio che sorge nel quartiere di Santa Caterina, porta impresse le cicatrici di un passato tumultuoso, testimonianza silenziosa dei bombardamenti che nel 1943 sconvolsero la città.

Sulla facciata infatti, sono ancora visibili i fori delle schegge di bombe esplose a poca distanza. Proprio nel quartiere, da poco più di un anno, è stata installata un opera in ricordo delle vittime.

Queste tracce di storia che ancora ci avvolgono, dovrebbero essere tutelate e preservate.





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FDA, 2025
https://francescodaleo.blogspot.com/
Opera concessa in licenza:
Attribuzione-NonCommerciale-NonOpereDerivate 4.0 Internazionale
CC BY-NC-ND 4.0
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/deed.it

domenica 8 settembre 2024

28 GIUGNO 1943 - BOMBARDAMENTO SU PELLARO


Cari amici,
a Pellaro vi è una via dedicata al 28 giugno 1943 giorno che, stando a quanto raccontato, la frazione fu colpita da un bombardamento anglo-americano che causò la morte di otto persone (sei pellaresi e due sfollati dalla città).
 
Dalla testimonianza riportata nel libro di Vincenzo Zeffiri: "Una notte, alcuni aerei inglesi, sono piombati su Pellaro e disturbati dal fuoco della contraerea, hanno sganciato le loro bombe in una zona della località San Giovanni..." e ancora "in una casa colonica dormivano circa quaranta persone e in una baracca adiacente ne dormivano altre nove. Una bomba cadde a fianco della baracca causando la morte di nove occupanti. Si era salvato, miracolosamente, solo un bambino, la cui culla, capovolta dallo spostamento d'aria gli ha fatto da scudo."
 
Nella tragedia persero la vita:
Domenico Polimeni, la moglie Maria Malara e i loro figli Francesca e Consolato Polimeni; Giovanni Marcianò e la moglie Angela Delfino; Giuseppe Campolo e Carlo Balsamo.
 
Agazio Trombetta nel suo volume "Con Reggio nel cuore" riporta che nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1943 numerosi aerei sganciarono le loro bombe incendiarie e dirompenti nella zona sud della città, colpendo in località Quattronari.
(fonte: Toponomastica di Pellaro - Giovanni Marcianò e Giuseppe Cantarella)

Questi i fatti narrati. Come si è risaliti alla data del 28 giugno? È certa? Ci sono fonti documentali consultabili? Infatti, da documentazioni accessibili on-line non risultano bombardamenti nei giorni indicati da parte della RAF o delle forze Alleate. Gli unici bombardamenti, che è possibile conoscere con certezza, sono quelli del 20-21-22 che causarono la morte complessiva di 72 persone (e colpirono varie zone della città) e del 29 giugno che colpì l'aeroporto non causando vittime.

A queste domanda hanno risposto Maurizio Postorino, Giuseppe Diaco e Giovanni Marcianò che mi hanno indicato le fonti, le storie e soprattutto il sito del Ministero dove è possibile consultare i registri di morte (che allego). 

Tra luglio e agosto Reggio subì otto grandi incursioni, che spinsero le persone ad abbandonare la città. L'ufficiale Giorgio Chiesura scrisse nel suo diario che "Reggio è distrutta e sono impressionato dalle sue strade vuote"; all'inizio di settembre, solo 17.000 dei 110.000 abitanti di Reggio vivevano ancora in città. All'inizio di settembre Reggio subì anche bombardamenti navali in preparazione dell'operazione Baytown. La contraerea era posizionata nella postazione Conteduca nell'attuale cimitero di Bocale, ne parlo qui ->

Sarebbe bello, conoscere, il bambino che si salvò dal bombardamento (se ancora vivente). Se qualcuno ne conosce le generalità si faccia avanti.

Qui il bollettino del 29 giugno 1943:

Bollettino n. 1.130
Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 29 giugno 1943:
Velivoli germanici da combattimento hanno agito con favorevoli ri­sultati sugli impianti del porto di Pantelleria.
Livorno, Reggio Calabria, Messina ed altre località. della Sicilia e della Sardegna sono state bombardate dall’aviazione nemica: ingenti i danni subiti dalla città di Livorno, in corso di precisazione le per­dite delle popolazioni.
Nove velivoli venivano abbattuti dalla caccia nazionale: 6 in Sar­degna e 3 a Livorno; 9 distrutti dalle artiglierie contraeree: uno in Sardegna, 4 in Sicilia e 4 a Livorno, dei quali 2 caduti in mare al largo dell’Ardenza, uno nei pressi di Tombolo e uno nei boschi di Salviano.
Un altro aereo avversario, colpito dalle batterie della difesa delle Isole Ione, precipitava in mare.
Nelle incursioni citate dal bollettino odierno, sono state finora ac­certate:

— 175 morti e 300 feriti a Livorno;
— 14 morti e 52 feriti a Reggio Calabria;
— 4 feriti a Messina.

Nelle foto: la targa di titolazione; un bombardamento navale su Reggio; la postazione Conteduca a Bocale.














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[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Francesco D'Aleo


sabato 20 luglio 2024

BATTERIA CONTEDUCA LOC. TESTA DI CANE - PELLARO


In località Testa di Cane a Pellaro si trova, in stato di totale abbandono e parzialmente demolita per far spazio ai morti (hanno ampliato il cimitero) quello che resta della batteria antinave Conteduca.

Tutta l'area si presenta totalmente degradata usata, per lo più, come "fine" discarica di fiori rinsecchiti e materiale cimiteriale. Inoltre, a causa dei lavori di ampliamento dello stesso cimitero parte degli inerti è stata svuotata all'interno delle scale di accesso alle parti ipogee (depositi), che dunque non sono più visitabili.

Rimangono le piazzole di tiro semidistrutte dalle bombe del 12 luglio 1943, e oggi completamente ricoperte dalla vegetazione. In una sola è possibile apprezzare la bullonatura dove era ancorata l'artiglieria. Una delle sezioni più importanti, e che oggi ancora permane in parte, era il fortino monoarma, molto probabilmente armato di una sola mitragliatrice pesante, è caratterizzato da una forma geometrica cilindrica molto spartana alla quale si aggiunge una struttura cubica ben più piccola adibita a deposito munizioni. Resta ancora parte dell'edificio mensa ma senza il tetto.

Non c'è più la garitta, distrutta o asportata in anni recenti. Tutte le scritte che insistevano sugli edifici e che servivano a impolpare il morale dei soldati e esaltare il regime fascista sono di fatto illeggibili. La piazzola, a quota inferiore, non è più fruibile ne visitabile.

L'intera aerea fu demilitarizzata negli anni '80, così come tutte le postazioni militari della zona. Nell'area cimiteriale, delimitata da muro, erano insiti altri edifici militari con relative attinenze, come si può dedurre dalle foto scattate dalla RAF ricognizione aerea inglese nel luglio del 1943. L'edificio Comando e la torre Telegrafo si trovano nei pressi del cimitero ma in un'area diversa.

Presso la postazione Conteduca insisteva l'unico muro d'ascolto ancora esistente in terra calabra. La postazione di Pellaro chiudeva l'accesso allo stretto assieme alla dirimpettaia batteria di Margottini situata a Capo d'Alì (ME) e di eguale potenza bellica. 

La batteria si componeva di tre piazzole per impianti principali da 152/50 V 909 scudati su piedistallo in piattaforma girevole, più una quarta per 120 mm utile al tiro illuminante (che non escludeva l’uso del proiettore). Le piazzole erano tutte dotate di riservetta munizioni di pronto impiego in locale ipogeo, le quali salvo per il pezzo illuminante, presentano tre nicchie senza i vani per la conservazione dei cartocci, in quanto i pezzi sparavano direttamente granate in bossolo. La disposizione delle piazzole è tipicamente scalata in quota per facilitare il telemetraggio e la resa del goniometro, con la stazione di direzione del tiro dislocata in posizione arretrata ed elevata, in modo da dominare l’intero schieramento di artiglieria.
























fonte: 
- https://www.facebook.com/share/p/j48nnhTrxYdeQQLi/ di Marie Antoinette Goicolea
- http://www.lambadoria.it/bunker/margottini/index.htm di Armando Donato

giovedì 12 maggio 2022

mio figlio non sa



Mio figlio
si stupisce del mondo,
apre la bocca e
ha lo sguardo profondo

chissà che immagina:
forse cammelli? dune
e un gatto; socchiude gli occhi
e li riapre di scatto;

mio figlio non sa
di altri bambini
che sognano un cielo
e un mondo senza confini

e invece vagano
coi loro pupazzi
sotto un cielo che piange,
tra macerie e vestiti di stracci.

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mercoledì 13 aprile 2022

LA GUERRA

alle vittime della guerra in Ucraina

la guerra è solo
corpi straziati
lasciati marcire;
è padri che piangono
sul corpo dei figli.

la guerra è l’odore
di carne bruciata,
di fumo e di cenere.
non è più l’odore
dei libri appena stampati.

la guerra è notte,
è finestre sbarrate;
è polvere, è sporco,
è vestiti strappati,
è sangue rappreso.

la guerra è quel pianto
continuo e intenso,
è un errore, una mutazione
che abortisce,
un non senso.


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guerra in Ucraina marzo 2022

lunedì 30 maggio 2016

pensieri opere omissioni

Nel mare rosso carminio
Ti sei perso dolce bambino

Nei tuoi occhi nero profondo
C'è l'agonia dell'intero mondo

E mentre io sto qua a guardar le stelle
Tu senti bruciare la tua pelle

Senza un nome che t'accompagni
Muori in mare tra mille compagni

Le plumbee onde ti stanno ingoiando
Mentre tu forse stai ancora sognando

Sogni quella vita che ti sfugge via
In un'infinita agonia

E mentre io, guardo il mio mare ancora un'istante
Tu muori, piccolo mio, lì, non troppo distante

30.V.2016

foto Nicolò Mazza
Reggio Calabria 29.V.2016