Nella chiesa di Maria SS. Assunta della Cappella (questa volta trovata aperta) è conservata una suggestiva icona bizantina del XII sec. raffigurante una Madonna nera con Bambino.
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domenica 30 aprile 2023
ICONA BIZANTINA CHIESA MARIA S.S. ASSUNTA DELLA CAPPELLA
lunedì 24 aprile 2023
ERRANZA GRANDI PIETRE
Siamo tornati a camminare lungo antiche vie costellate di alberi secolari e sotto l'influsso del Genius Loci che abita il grande conglomerato. Gli ovili, i castagni, i ruderi di San Giorgio, l'erta scalata fino a Pietra Castello per ammirare il Butramo che si getta nel Bonamico, Gerace, Tre Pizzi, Antonimina e Ciminà. Montalto e i piani dello Zomaro. Tutto l'Aspromonte sotto il nostro sguardo e noi minuti e invisibili persi tra i lecci torti. Respiriamo.
sabato 11 giugno 2022
NESSUNO DI NOI CONOSCE
nessuno di noi conosce
l’odore della morte:
è forse quello di un giorno d’aprile?
o quello di una sera di ottobre?
barattiamo il tempo con la Croce
rincorrendo medaglie e denaro:
ma io voglio passare le sere con te
a inseguire le lucciole e ad ascoltare
il canto dei rospi innamorati.
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mercoledì 25 maggio 2022
CHIESETTA BIZANTINA DI SANT'ILARIO
Sulle colline che affacciano su Lazzaro sorgono i resti della chiesetta bizantina di Sant’Ilario. Pochi brani di muro a testimoniare una storia vecchia come il tempo. Permangono antiche testimonianze di civiltà contadina, rintracciabili con cura, lontane dal fragore e dal chiasso moderno.
venerdì 13 maggio 2022
SINDACI DI PELLARO
Presso il centro civico "Cardea", ubicato negli uffici del primo piano, è presente la pergamena recante i nomi di tutti i Sindaci di Pellaro.
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domenica 24 aprile 2022
NIK SPATARI E LA SESSUALITA'
Oggi abbiamo visitato il Parco Museo di Santa Barbara, MuSaBa. Nelle opere di Nik Spatari la sessualità è sempre molto spinta, mai celata; viene riportata alla normalità come il più semplice e primitivo degli atti, perché in fondo noi siamo esseri sessuali.
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sabato 5 marzo 2022
POESIA RURALE [esercizio n.2]
tra le lupinelle
e la veccia
un cri cri di cicale
s’alza dalla quercia
e arriva sino al mare
e la veccia
un cri cri di cicale
s’alza dalla quercia
e arriva sino al mare
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Cristo Pantocratore - San Niceto
Cristo Pantocratore di Santa Maria Annunziata, sec. XIII - Castello di Santo Niceto. Restaurato e messo in sicurezza nel dicembre del 2021.
martedì 4 agosto 2020
"La Mafia è dentro di noi": Punta Pellaro, i Fratini e la recinzione.
Qualche giorno fa ho scritto una considerazione sull’atteggiamento di menefreghismo che permea ogni comportamento del vivere quotidiano riggitano, qualcuno ha commentato ‘la mafia è dentro di noi’ ed è a questo che ho pensato quando stamattina sono giunto in spiaggia.
Punta Pellaro da qualche anno è stata riconosciuta come luogo di nidificazione del Fratino, un piccolo uccello in via d’estinzione (areale dimezzato negli ultimi anni in Italia) che nidifica in piccole buche scavate nella sabbia, per questo un gruppo di volontari (di cui io non faccio parte e che non conosco) ha recintato una piccola area (poche decine di metri quadrati) a proprie spese e con paletti di legno e corda recanti le spiegazioni del caso, tutto questo per evitare che qualcuno possa accidentalmente (o volontariamente) calpestare le uova deposte. Bene stamattina la ‘recinzione’ lato mare era divelta e i paletti tutti arretrati sino al limite superiore. Ovviamente questo tra l’indifferenza di tutti che ahimè guardavano quasi con compassione l’unico coglione (io) che appena arrivato si è messo all’opera per risistemare (o almeno tentare di farlo) l’area.
Tralasciando le considerazioni personali (avrei solo insulti, la maggior parte dei quali nessuno capirebbe) mi risulta assai difficile che qualcuno abbia potuto agire indisturbato a ridosso di scuole di surf e lidi, e quindi per me è assai difficile pensare che non vi sia connivenza o almeno menefreghismo da parte di questi gestori che ad oggi non assicurano alcuna tutela al posto che gli porta da mangiare. Ovviamente spero di essere smentito non con le parole ma con i fatti; sarebbe bello infatti che tutti i destinatari delle concessioni si riunissero e donassero una ‘vera’ recinzione per delimitare una volta per tutte l’area. Sarebbe bello no per i volontari, no per il fratino ma per loro stessi che dovrebbero essere i numi tutelari di questo meraviglioso posto stuprato e vilipeso continuamente.
ps: al maledetto coglione che ha divelto i paletti dico che: se pensa che il problema di questa spiaggia sia la recinzione per il fratino (e no le siringhe, i preservativi, la spazzatura, i cocchi di vetro ecc) allora è più coglione di quanto penso!
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domenica 14 giugno 2020
Africo: l'improponibile turismo. Uno sfogo.
Oggi siamo stati in visita in uno dei paesi fantasma più conosciuti e nominati di tutto l’Aspromonte: Africo, e dopo l’ennesima insolazione e l’ennesimo calo pressorio, con estremo rammarico ma anche con assoluta certezza posso affermare che la Calabria – almeno quella Aspromontana – con la propria rete sentieristica – che ho ampiamente percorso negli ultimi anni – non offre i minimi standard di sicurezza. Assenza totale o pressoché totale di punti d’acqua, assenza diffusa di campo, sporadiche mal allestite e sporche strutture di accoglienza (con le dovute eccezioni), l’assenza assoluta di una manutenzione costante (che appare, oggi, ovvio non può essere demandata alle sole associazioni del territorio) e della pulizia delle aree più interne con il risultato che i sentieri se non sono invasi dagli sterpi risultano invasi dai rifiuti, dunque assenza di vigilanza – o almeno apparente – non solo degli enti preposti ma anche da parte dei tanti fruitori (turistici?) che oramai troppo spesso utilizzano slogan accattivanti per racimolare qualche euro; una rete stradale in poche parole: impercorribile. Il paese di Africo si presenta quasi totalmente invaso dalla vegetazione (salvo la piazza) così come buona parte del sentiero che vi conduce. Alcune delle abitazioni sono state deputate a ricovero per animali cosa che ovviamente le ha rese non visitabili. L’infinito calpestio che scende in quei pochi e sparuti ruderi, è in gran parte dissestato e l’incuria coniugata al solito menefreghismo ha generato un vilipendio di rifiuti accatastati lungo i declivi. Il vecchio cimitero, memoria e cantore del luogo è impraticabile. L’unica eccezione è la chiesa di San Leo gestita e manutenuta da un gruppo di volontari. Camminare è liberatorio, un mantra che può essere ripetuto infinite volte senza essere mai uguale a sé stesso. Ma camminare deve essere sicuro e deve dare sicurezza ed è proprio per questo che ho deciso con estremo rammarico di non camminare più, almeno per la stagione estiva, se non in luoghi che possano offrire standard minimi di sicurezza dunque sarà molto difficile tornare a camminare in Aspromonte se non per brevi puntate in specifici luoghi. Ho lasciato Africo con la consapevolezza che forse non vi tornerò più e sono a casa a scrivere questo sfogo solo grazie a Peppe, Grazia, Carmelo e Piero che erano con me e grazie alle cure di Maria.
lunedì 16 ottobre 2017
"Farfalle al Castello" e la fame di cultura di questa città
Reggio ha fame di cultura e quando questa è servita alla città, i reggini se ne cibano. Avidi.
E’ quanto accaduto con la mostra “Farfalle al Castello” che si è conclusa ieri e ha visto riprodotta, all’interno di una delle torri del Castello Aragonese, una foresta pluviale in miniatura dove tra Ficus e Bromelie svolazzavano centinaia di pregiatissimi lepidotteri provenienti per lo più da Asia e Africa. Cosi da un’idea di due studiosi reggini, due ragazzi reggini, che la fame di cultura e di conoscenza che questa città dimostra attraverso i tantissimi giovani che hanno deciso di mettersi in fila per “conoscere” viene in parte saziata.
Non è possibile conoscere senza “amare” e dunque l’amore per la natura che deve essere trasmesso alle nuove generazioni di ragazzi che hanno affollato questa mostra deve rappresentare il volano per nuove iniziative che possano coinvolgere e coinvolgerci con entusiasmo fanciullesco.
Da biologo non ho potuto che apprezzare questa “mostra” che in fin dei conti “mostra” non è stata, perché per la seconda* volta in città è stato dato ampio spazio ad una vera e propria “butterfly house” ma anche e soprattutto viene dato risalto a qualcosa di speciale e meraviglioso come le “farfalle”. Termine poco scientifico ma che racchiude al suo interno un crogiolo di emozioni, costumi, folklore, tradizioni, misticismo e magia ed è di tutto questo che si veniva inondati appena varcata la tenda verde che divideva l’ingresso alla torre dalla farm.
*(mi è stato ricordato dalla mia amica Pia che l'anno scorso questa iniziativa si è tenuta presso il Palazzo della Cultura)
*(mi è stato ricordato dalla mia amica Pia che l'anno scorso questa iniziativa si è tenuta presso il Palazzo della Cultura)
Impossibile non pensare che queste iniziative andrebbero ripetute a ciclo continuo durante tutto l’anno ora con le farfalle ora con i rettili ora con gli anfibi ora con le piante e cosi viva perché aumenti la consapevolezza che la vita si presenta sotto diverse forme, diverse bellezze, diversi colori ma soprattutto si presenta con nomi diversi. Ci vorrebbe una “scuola di nomi” dove venga insegnato a dare un nome a piante e animali perché dare un nome significa riconoscerne il valore e questo rappresentata sicuramente il primo passo da cui muoverci per cominciare a parlare di tutela.
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16 ottobre 2017
Pellaro
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