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sabato 19 marzo 2022

QUESTO E' MIO PADRE


a mio padre

questo è mio padre
con i capelli imbiancati
e la pelle canuta.
lo ricordo negli anni
a tenermi per mano
a mostrarmi la vita
e portarmi lontano.
lo rivivo nei libri
e nei miei ricordi nascosti;
oggi stringe in braccio mio figlio
e lo guarda negli occhi:
son sicuro che adesso
mentre gli stringe la mano
sa che il tempo vissuto
non è stato vano.



---Pellaro 19.03.2022---
buona festa del papà


sabato 23 ottobre 2021

SENZA TITOLO


la mattina vi guardo
ed è uno strano miraggio
lui appoggiato a te
o forse tu appoggiata a lui?

non so come fosse prima
di questa malia,
di questi sorrisi,
dei tuoi radi capelli.

dei tuoi occhi
dove spengo il mondo,
del tempo che scorre
e che adesso con te
mi sembra poco, troppo finito.

e attendo il risveglio
del mio germoglio,
attendo impaziente
in questo tempo beffardo
che si dilata o restringe
maledetto e infingardo. 

---
Pellaro, 20 ottobre 2021

venerdì 15 ottobre 2021

SENZA TITOLO

che padre mai sarò
per te figlio mio?
sarò croco selvatico
o campo fiorito?
e tu che figlio sarai
mai per me?
sarai passero stanziale
o rondone viaggiatore?
ma adesso che sei al di là
del mio pensiero, io ti stringo
nelle braccia questa sera
tra la fiamma fioca
e i moccoli di una candela.
---
Pellaro, 14.10.2021

SPISIDDA

tu si ‘a me ‘spisidda:
da' 'me 'brraci facisti focu,
‘nddumasti ‘i me ‘jiorna
comu deda ‘nta notti,
‘apoi ‘mbriscji ‘nto matinu
‘pighuljandu ‘a puddicinu.
---
Pellaro, 12.10.2021

domenica 12 settembre 2021

SU QUESTA SPIAGGIA

sei sdraiata sui trucioli
di questa spiaggia cittadina
e di colpo t’alzi e scalza
t’accosti alla risacca.
Non è violenza quella che fai:
delicatamente accarezzi
coi tuoi piedi l’onde,
che scivola su te
e la spuma biancheggia
tra le tue dita. Sono i giorni
settembrini, quando il sole
non t’infuoca ma t’accarezza.
E tu, toccandoti il ventre
prepari lui al mondo:
piccolo mio virgulto,
tralcio d’uva, nuovo germoglio.
---
Pellaro, 12 settembre 2021

sabato 11 settembre 2021

IN OSPEDALE

in ospedale la notte
è più buia:
attende un bagliore,
una luna soffusa.
nomi sconosciuti
capitombolano tra mani,
vite che scivolano
su vetusti binari.
Si sentono i passi
scalpitare veloci,
le barelle sferragliano
e ansimano le voci:
nessun sortilegio,
nessuna malia,
purtroppo, stanotte
la vita va via.
---
Pellaro, 11 settembre 2021

mercoledì 30 settembre 2020

sulla spiaggia di Pellaro


C'era un tempo
nel quale sulla spiaggia
di Pellàro v'era possibile
scorgere tra la spuma
e la sabbia: scarpe e cellulari,
felpe, jeans e sciarpe.
Era il tempo dei naufragi.
Ricordo un giorno,
bagnato di pioggia
che trovai una foto:
dentro, fermi nel tempo,
quattro persone vi sorridevano.
Il tempo beffardo
si è congelato in quell'attimo fugace,
pur continuando a svaporare
come l'acqua del mare
che diventa nuvola.
Vita giocoliera del tempo
che in quella foto
restituita dal mare,
oggi è per me simulacro
di quei visi che già non sono più,
ma che resistono in me
nell'eterno divenire
del mio tempo.

---

giovedì 24 settembre 2020

una notte in ospedale


In queste notti d'ospedale penso a te
che sei lontana, dall'altra parte
di questa Italia ancora malata.
Come siamo finiti lontani?
La ricerca di questo lavoro
che riempie il nostro giorno
ci svuota del tempo insieme,
e se non abbiamo più il tempo
cosa abbiamo, di te e me?
Sono seduto sopra un lenzuolo
e immagino quel volo
che ti porta da me, i sorrisi e gli abbracci,
i baci, e faremo l'amore come due
amanti al primo incontro; e poi
nei pomeriggi bagnati
di questo ottobre mi carezzerai
il volto, e scatteremo una foto.
Ma mentre sprofondo in questo sogno
mellifluo, sbattono alla finestra
e torno in me e ricordo
che il volo non c'è e tu non ci sarai.
Era dolce il mio sogno
dove tu già mi giravi intorno.

---

venerdì 18 settembre 2020

braci


Mi hai sfiorato le mani
stanotte, durante il temporale
stavamo stretti. Io in te e tu in me.
Respiravi piano e io per paura
di stonare quelle note
che il tuo respiro suonava
stavo fermo, immobile,
un simulacro in adorazione;
ti scostavi un po’ dal mio petto
e io già sentivo freddo,
ma quando ti riaccostavi
ecco divamparmi in un incendio
che infiamma e sconvolge
e m’arde di brace viva.
Tu niente sospetti
mentre m’accosti il tuo seno
nudo e io svampo il mio rogo
in un guizzo baleno.

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giovedì 3 settembre 2020

un sogno brumoso


La notte quando faccio l’amore
con me stesso, faccio l’amore con te.
Ti vedo, ombra sottile
che balli per me e mi sfiori. 
Sali su di me e armoniosa
danzi, dondolata da ogni mio respiro.
Non posso nulla con te
se non abbandonarmi sfinito, solo;
e quando sei sazia di bere
dal mio calice, scompari
come effluvio di corbezzolo.
Torno solo nel mio letto
con ancora il sapore
della tua ombra sul mio corpo,
e mi lascio andare al ricordo
del tuo seno tumido
mentre inciampo di nuovo
in un sonno, brumoso e fumido.

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sogni in quarantena


Il tuo capezzolo
è tumido
come una prugna
ancora acerba,
lo pizzico tra le mie dita
e tu gemendo inarchi la schiena,
un sogno proibito
nella mia quarantena.

mercoledì 2 settembre 2020

PREGHIERA


Entro in te
come si entra
in una chiesa:
penitente e silenzioso.
Resto in ginocchio
un po’, in quiete e fermo;
poi, silenzioso mi alzo
inumidisco le dita
nell’acqua densa
e tocco le mie labbra.
Amen.

lunedì 31 agosto 2020

POST LOCKDOWN


È la sera del primo settembre
e sfuma il sole dietro le nubi
spremute sui monti Peloritani.
Guardo, appoggiato alla balaustra,
queste vite che scorrono,
qui sotto nel bar Luna,
nulla è cambiato e nulla s’è
smosso. Eppure, siam senza unghie
e le nostre dita hanno perso
la carne, le falangi ossute scorticate.
Siamo risaliti dal fondo d’un pozzo
nero di cenere dei morti;
i morti arsi senza funerale.
L’aria è lattiginosa gravida di paura,
porgi l’orecchio al vento
urla di angoscia vibrano
ancora in questa quieta sera.
M’affaccio sull’orlo di quest’abisso
ancora, di nuovo; lì sul fondo
tra il baluginare di iridi spente
s’affoga in un gorgo la vita
nella spuma rossastra 
dalle bocche incanutite.


---

domenica 30 agosto 2020

giovedì 27 agosto 2020

prigioniero


Nel turbine di vita
che m’avvolge
scompigliando il mio tempo,
io mi ritrovo sempre
fuori posto.
Non v’è respiro
che non proietti in me
inquietudine
per un posto occupato
e non meritato,
per l’affetto rubato,
per i miei occhi colpevoli
nel riuscire a riempirsi
di bellezza
nel sol volgere lento
della risacca.
Non v’è cura per me,
prigioniero di tanta
fortuna.

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ciottoli


Ti sia lieve la vita
perché lieve non sarà morire,
e ti sia lieve la sofferenza
e care le persone
negli ultimi istanti.
Ti sia lieve la notte
quando dopo non vi sarà inizio
e ti sia lieve il buio
eterno del nulla.
Ti sia lieve l'ultimo respiro
che t'allagherà di vita
e strariperà l'aria,
oltre i tuoi argini
per poi ritirarsi nell'alveo,
un letto di ciottoli
che sarà la fine.

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lunedì 24 agosto 2020

colpe


Mi sento in colpa
per la vita che ho
e non ho meritato,
per l’amore incondizionato
che ho sempre ricevuto
e non ho mai ricambiato;
mi sento in colpa
quando la sera mi sdraio
e le lenzuola profumano,
sprofondo la faccia tra le pieghe
del mio cuscino
e penso al voto di Amir
coperto di polvere.
Mi sento in colpa
per il mio benessere
e la mia salute,
per ogni volta che inspiro.
La mia colpa
è la colpa del mondo
e non ho cura
che possa farmi guarire.

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domenica 23 agosto 2020

mestizia


In queste notti di torpore
quando non è sonno e non è veglia
e tu spingi, stringendomi,
il tuo seno sul mio dorso:
io deliro e so che sarebbe
anche bello morire
con te addosso.


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