Visualizzazione post con etichetta cascate aspromonte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cascate aspromonte. Mostra tutti i post

venerdì 7 ottobre 2022

ERRANZA: CIMINA' - MONTE TRE PIZZI

In una calda giornata d'autunno sono tornato a camminare. Da oltre due mesi ero fermo, varie le ragioni. Ho scelto, assieme ad Antonio, un percorso abbastanza conosciuto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Aspromonte: dal paesino di Ciminà alla cresta di Monte Tre pizzi, cima che sovrasta il piccolo agglomerato di case. Ciminà è un paesino d'altri tempi con poco più di 500 abitanti ed è lì, proprio da una delle sue piazze, che parte il nostro sentiero. Percorso poco più di un km la strada asfaltata si perde su un fondo ciottoloso che diventa sterrato e poi sentiero tra gli elci. Il sottobosco profuma ora d'erica, lì dove il sole ruba spazio alla vegetazione, ora di cisto. I ciclamini sono in fiore e nel monotono colore del sottobosco si autodenunciano con i loro colori pastello. Rivoluzionari. Noi, silenti erranti passo dopo passo ci fondiamo con questa natura madre e matrigna. Entriamo in valli umide come vulve che trasudano humus di vita. Lì dove l'acqua zampilla ecco felci, muschi, epatiche, piccoli insetti che danzano furiosi allo scrosciar del salto di minute rane che solo da qualche giorno hanno conquistato l'aria, prima prigioniere del mondo acquatico. Riprendiamo il cammino dopo la breve e rigenerante sosta: la salita è erta. Erriamo tra foreste di arbuti con le bacche rosse e succose di cui ci nutriamo quasi fossimo ospiti di un banchetto organizzato da elfi e gnomi. Camminiamo ancora tra elci e corbezzoli fin dove la macchia si perde, muore, scompare e lascia spazio solo alla roccia nuda: siamo sui tre pizzi. La discesa si presenta sin da subito difficoltosa a causa del fondo composto da pietrisco sdrucciolevole; Ciminà è lì sotto di noi e la sola cosa che possiamo fare e fare attenzione a non scivolare. Poco più di 20 minuti e abbiamo perso oltre 400m di quota, siamo letteralmente precipitati sul piccolo paese, stanchi ma pieni di bellezza che i nostri occhi mortali hanno avuto il coraggio di rubare alla Dea immortale. 











---

sabato 11 agosto 2018

Cascata "lo Schioppo" del Salino - Mammola

Arrivati a Mammola, lasciare la macchina all'altezza del torrente Salino indicato da cartellonista e segnavia bianco/rosso. Risalire attraverso un piccolo sentiero sulla sinistra del torrente; il sentiero dapprima in terra battuta, successivamente diventa meno evidente. La cascata è raggiungibile in 25/30 min. 




lunedì 28 agosto 2017

Cascate Teresa e Paola


Son Teresa e Paola l’ultimo specchio d’acqua di questa estate passata tra le vallate del mio Aspromonte. Siano due questa volta, gli irriducibili, gli arditi. 
Santa Cristina d’Aspromonte non è proprio dietro l’angolo ma ne vale la pena, almeno così dicono. 

Arriviamo all’imbocco del piccolo sentiero che scende lento accanto ai resti di un vecchio ponte, un odore acre ci avvolge, brucia la gola, pizzicano gli occhi il bosco brucia. 
Lento il pennacchio di fumo si innalza per poi ricadere sospinto verso il basso ad abbracciarci, non era questo il benvenuto che m’aspettavo.





Massi di granito sbarrano il cammino zigzaghiamo a destra e sinistra ora in alto ora in basso, guadiamo, saltiamo e cadiamo. Omini di pietra come totem guardiani del nostro passaggio. 

Ci siamo: “la sento”; eccola Teresa si staglia dal cielo verso il basso in un fragore tumultuoso, nebulizzando l’acqua che Paola da più in alto gli regala. Ci fermiamo, è questa la prima tappa del nostro “viaggio”. Quindici minuti, mezz’ora, un’ora non abbiamo fretta, oggi no.

Cascata Teresa

Totem

Ripartiamo “c’è da salire”. Sembra un’ascesa verso l’inferi la querceta che ci accoglie, secca, arde di foglie macilenti e crepitanti al nostro passaggio, è un attimo e c’è poco da ridere si va giù e il letto è di granito appuntito. Siamo sul crinale adesso si scende, non è un sentiero. Improvvisiamo verso il basso, i rami d’appiglio ci aiutano a scendere. 

La vedi quando sei lì a pochi metri, Paola. Avvolta nell’ombra che si squaglia al sole riscaldando le pietre sotto i piedi nudi, fremiamo per tuffarci. E’ tutta qui la vita.

Cascate Paola






venerdì 11 agosto 2017

Cascata Linnha


C’è il paradiso nascosto nel mio Aspromonte e io l’ho visto.


Si scende ripidi lungo un costone di roccia dalle iridescenze ocracee, in mezzo al verde brillante delle felci chiazzate di giallo; i faggi e i castagni pieni dei loro frutti, ricci avidi ispidi, che lasciano il posto a rari fichi addomesticati e di nuovo inselvatichiti come l'irrequieto e perennemente insoddisfatto carattere calabro; poi i peri, quei peri che nati indomabili sono stati addolciti da pastori erranti affinché ogni forestiero, assetato ne potesse assaporare la polpa. 



Si scende nel cuore del mio Aspromonte tra le assolate pietraie e le ginestre sfiorite, tra sprazzi d’ombra o sotto il sole che picchia, rimbalza e ripicchia. Abbaglia. 
Il greto è vicino, come ingoiato dalle rocche che svettano al cielo. Siamo lì, enormi massi bianchi levigati nei secoli ci accolgono, il profumo dell’inula e poi della menta, gli equiseti e le mille farfalle dai cento colori: rosse, gialle, bianche, nere e libellule e grilli e cavallette e cicale. Sì, deve essere così l’ingresso dell’Ade, ne sono convinto. 



Avanti, il rumore scrosciante sempre più forte; eccola la sento vicina, la posso vedere. L’acqua sfavilla di mille lucciole dal verde all’azzurro al blu più profondo, lì proprio lì dove non si tocca, attorno gli ontani e i faggi e i fichi, gli equiseti e la menta, le trote e i girini. Si deve essere così il paradiso. Né sono convito è lì nel mio Aspromonte.