Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita. Mostra tutti i post

domenica 23 agosto 2026

VOLEVO UNA FOTO CON TE


volevo questa foto con te
per farne cosa?
non so davvero il perché.

forse solo per fermare un momento
un sorriso, un abbraccio,
o vederti libera nel vento.

e sono qui che ti faccio volare
cercando di fermare in uno scatto
il tempo che corre e mette le ali.

non so se è nata prima questa foto
o questa poesia,
ma sono certo che i tuoi occhi dentro me
non andranno mai via.

e quando un giorno sarai una donna
ricorda: sii sempre felice e vola,
perché sai il tempo mai torna…


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

venerdì 31 luglio 2026

SASÀ DALL'ANIMO GENTILE


Mi cammina vicino
tenendomi per mano,
poi d’improvviso la lascia
e scappa lontano

io mi volto, ho lo sguardo molesto,
sono pronto ad un rimprovero,
ad un richiamo maldestro;

ma poi lo vedo lì,
si sforza, si tende a prender qualcosa,
si volta verso di noi e dice:
“Alice è per te questa rosa”.


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

sabato 20 giugno 2026

IL SENSO DELLA FAMIGLIA


Ieri sera mentre stavo sul mio balcone a prendere un po’ di fresco, sulla sdraio, con un bellissimo tramonto sullo sfondo, i miei figli, dentro casa, si rincorrevano. Giocavano, ridevano. Poi, d’improvviso, Alice si affaccia e dice: “Ciao papà, buona serata”, con la sua voce di bambina di 2 anni e mezzo. È la sintesi della famiglia. Sta tutto lì, rinchiuso a racchiuso in quelle quattro parole. La famiglia sono le parole. Gli sguardi. Le carezze. Le risate. Noi, i sognatori di oggi, i futuristi, lottiamo per questo: per ogni risata e ogni carezza. Nella famiglia c’è tutto perché ci siamo noi e le nostre storie, con le nostre radici che o vengono da lontano o non vengono o si ancorano alla roccia o lascive sprofondano nella sabbia. 

La famiglia è il fulcro della nostra civiltà. Nei Malavoglia quello che fa più male è il rovinoso smembramento familiare, mentre il d’Annunziano Andrea Sperelli è proprio nella figura paterna (e dunque familiare) che rintraccia e riconduce l’origine dell’amore estetico. È questo il mio tempo. Il tempo della mia famiglia nel quale scorgo tracce di quel bambino che sono stato; lo vedo dentro il riflesso negli occhi di mio figlio o nel sorriso di mia figlia. Nei loro occhi e nel loro sorriso c’è anche, piccolo piccolo, il bambino che sono stato. Ma io, a differenza loro, ero un bambino che rideva poco, travolto dalle vicende della mia (allargata) famiglia. Oggi so di essere stato un bambino molto triste. 

E mi guardo. Oggi. Oggi che ho molti capelli bianchi ma gli stessi occhi di quando ero bambino e so, per certo, che questo è il mio tempo. Il tempo più bello. Il mio tempo per me e il mio tempo per loro. Hic et nunc. Poi tutto finirà.


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

martedì 7 aprile 2026

UN ALTRO TEMPO

Scorrendo le foto di un amico, mi è tornato in mente un altro tempo.
Guardiola della Petrosa, Villa Repaci. 


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

domenica 29 marzo 2026

PENSIERI MORALI


Viviamo nella bolla dell’immortalità, finché la morte di un genitore, di un caro amico, o di un figlio non ci riconduce di colpo alla nostra condizione umana, di esseri finiti.

La morte degli altri, purché prossimi, ci rende ragione che anche noi presto o tardi non saremo più. E questo è quello che più ci terrorizza: la consapevolezza – viva – che non saremo.


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

sabato 28 marzo 2026

POESIA SENZA TEMPO

 

c’è questo tempo
in cui tutto sbiadisce
dove il tutto pian piano svanisce.

‘io sono stato’
dirà qualcuno, ma alla fine
diventeremo tutti ‘nessuno’.

svanisce improvvisamente ogni cosa:
nessun preavviso, nessuna ultima posa.


---
fda, 2026
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

martedì 2 dicembre 2025

RICCHEZZA

Io ho quella ricchezza che nessun lavoro, posizione o sapere potrà mai darmi.
Io sono estremamente felice.


FDA, 2025
https://francescodaleo.blogspot.com/
[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

 

domenica 31 agosto 2025

LE CASE DEI BAMBINI


Che belle le case dove ci sono i bambini.
Che bello il cuore bambino.


---
FDA, 2025

[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Francesco D'Aleo

venerdì 1 agosto 2025

...


...se tu fossi stato una stella sul mio cammino
e non una cometa fugace che è bruciata nell’alba di un mattino.




FDA, 2025

domenica 23 marzo 2025

GLI ABBEVERATOI IN ASPROMONTE


Gli abbeveratoi, in Aspromonte, rappresentano una risorsa fondamentale non solo per gli animali da pascolo, ma anche per le diverse specie che sfruttano le condizioni che si vengono a creare al loro interno. Ma cosa vede un biologo quando guarda un po’ d’acqua e qualche alga? Un mondo.

Oggi, questo in località Basilicò tra Melia e San Roberto, mi ha riservato alcune belle sorprese.

Prima cosa: finalmente qualche girino, verosimilmente di rospo. Gli abbeveratoi, così come le raccolte d’acqua, rappresentano una risorsa importante per la fauna minore.

Poi al microscopio, ho osservato quegli ammassi verdi che sono riconducibili ad alghe del genere Cladophora sp. e piccoli crostacei cladoceri, probabilmente appartenenti al genere Pleuroxus sp.

Se non ci fermassimo solo in superficie, ma imparassimo ad osservare in profondità scopriremmo che il mondo è un posto favoloso, anche se si tratta di una pozza verde e maleodorante.









---
FDA, 2025


Opera concessa in licenza:
Attribuzione-NonCommerciale-NonOpereDerivate 4.0 Internazionale
CC BY-NC-ND 4.0
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/deed.it

venerdì 21 marzo 2025

MI SONO DIMESSO


Mi sono dimesso da tutte le società scientifiche di cui ero socio, da tutti i gruppi di lavoro, da tutte le associazioni, ho rifiutato la partecipazione ad eventi da moderatore o relatore.

In questo momento così bello voglio dedicarmi alla mia famiglia, alle mie letture, alle poesie, alle camminate e al mio Aspromonte pertanto vi prego, vi scongiuro, non annoiatemi con queste stronzate. Non invitatemi (tanto non vengo), non contattatemi se non per un caffè in amicizia o una camminata.

Ho una vita piena e non ho bisogno di riempire vuoti. Non ho più bisogno di facce finte di gente insoddisfatta, arrivista e viscida. Io appartengo a un altro mondo, perché: "noi siamo i gattopardi, mentre voi siete iene e sciacalli".



---
FDA, 2025

domenica 5 gennaio 2025

CHE BELLO IL TEMPO CHE STO VIVENDO


Nulla resterà se non le parole in questo tempo che corre e scorre.
Non resterà nulla di noi nel nostro lavoro, saremo sostituiti subito e senza rimpianti e se questi ci saranno dureranno il tempo di un addio.
Non resterà che un’ombra fino alla prima luce del giorno dopo.
Non resteranno i lavori scientifici, già passati una settimana dopo la pubblicazione.
Resteranno questi momenti dove voi due giocate con le arance mentre mamma canta per voi e io leggo sdraiato alla fioca luce delle lampade.
Rimarranno questi momenti, per sempre nel tempo.
E poi, rimarranno le parole.
Quelle eterne e immortali per noi, per voi e per chi tra cento anni curioso le leggerà, magari dicendo: “Che bel tempo quello che hanno vissuto”.
Che bel tempo quello che sto vivendo.



---
FDA, 2025

domenica 31 dicembre 2023

ATTACCO


Due libri sono essenziali per l’uomo, solo due e nulla più: i Vangeli e L’arte della Guerra. I primi ti preparano ad essere una brava persona e a non offendere. Il secondo ti insegna a difenderti dalle offese, dagli insulti, dai soprusi e porne fine.
Ecco, questo è il momento di difendersi.


---


mercoledì 15 marzo 2023

RIFLESSIONE 15.03.2023


Alla soglia dei 40 anni ho raggiunto e realizzato ogni singolo obiettivo che mi ero prefissato. Tutti. Sono pienamente realizzato e sono una persona felice. Ho la bellissima famiglia che sempre ho rincorso e che sempre ho desiderato. Ho il lavoro che volevo. Ho scritto i libri che volevo, alcuni anche discretamente riusciti. E tutto questo l’ho raggiunto perché nella mia via non ho mai provato invidia per nessuno, mi sono sempre sentito fuori posto ma mai inferiore a nessuno. Il percorso non è stato facile, anzi. Ora vi domando: ma secondo voi come potrei mai rapportarmi con delle teste di cazzo che mi razzolano in torno? Con gente repressa, infelice che tenta ad ogni costo di rendere infelici anche gli altri? Gente che non ha una famiglia o che ce l’ha e fa schifo. Gente che non ha costruito nulla. Gente semifallita dal punto di vista lavorativo. Gente di sessant’anni che blocca il contatto WhattApp come ragazzini in preda a una cascata ormonale. Questi giorni di riposo mi sono d’aiuto a compiere il viaggio introspettivo di cui avevo bisogno per capire che mi devo staccare, devo lasciare andare questa “gentaglia” tossica, nociva, questa mal’aria. Leggendo Arminio ho trovato in questi tre versi il riassunto di tutto: non sono felici perché non “pensano”…

Sacra è la gioia,
la gioia è la forma
più alta del pensiero.

---

martedì 7 marzo 2023

TU PER ME SEI TUTTO


tu per me sei tutto
ogni cosa che inizia e finisce:
la rondine o la formica
con le ali ad ottobre,
il galbulo del cipresso,
la bacca del tasso
o il gheriglio della noce;

tu per me sei tutto:
per me sei la via e sei la morte.

--

mercoledì 18 ottobre 2017

Ognuno di noi è Pino o Quercia, non si può essere entrambi - Frammenti 2.0

Ho vissuto anni in una casa non mia ma sentendola tale ed è così che si cresce, già sapendo che prima o poi te ne dovrai andare, lontano.  Nascere in certi luoghi è una malattia. All’inizio non te ne rendi conto, quando sei ragazzino, i profumi, i colori, il mare, il verde e il giallo delle tue montagne ti entrano dentro, piano piano, e poi lì quando meno te lo aspetti, come un cancro comincia ad eroderti dentro non appena ti allontani. 

Non te ne accorgi subito; la melanconia caratteristica dei calabresi di fine ‘800 così arresi agli eventi del tempo, a quel fatale destino che li vedeva prigionieri della loro terra adesso pervade chi da questa terra deve andare via. 

La mia vita è cambiata così in un lampo, il cane, la nonna, mio fratello, la piccola casa a l’ultimo piano di uno stabile affacciato sullo stretto e poi il campanile della chiesa, il vecchio campo di calcio, il negozio di motorini, la strada principale, un via vai di macchine, moto, biciclette. Mi affacciavo e rivedevo tre bambini rincorrersi con le biciclette Atala, rossa, blu e gialla regalate dal nonno. 
Poi tutto cambia. 

Adesso ho una casa grande il doppio, un gatto, una bici elettrica, mio fratello lontano e mia nonna che non so nemmeno dove sia. E’ cosi la vita, diceva mio nonno: “mi è passata e nemmeno me ne sono accorto”. Poi è morto. E poi si muore. 

Gli uomini sono come gli alberi: ci sono i Pini che hanno radici superficiali, spaccano l’asfalto e creano bozzi, sfasciano e crepano i muri ma se il vento è forte non possono reggere al lungo e cosi si piegano e cadono. Poi ci sono le Querce che non minano l’asfalto e non screpolano i muri ma hanno radici profonde e resistono, resistono, resistono alle tempeste. Li ritrovi lì, rinnovati, magari con qualche foglia in meno ma a casa loro. 

Ognuno di noi è Pino o Quercia, non si può essere entrambi. 
E questa terra bastarda ha bisogno, ingrata e maledetta che ti fa innamorare ma ti rigurgita via, quasi a volersi tenere il peggio, chi gli fa male. Questa terra infame vuole Pini perché li può piegare, inclinare e uccidere, non vuole le Querce. 

Io sono Quercia. 



---
18 Ottobre 2017
Pellaro