domenica 19 luglio 2026

INTERVENTO A LAMEZIA 11 LUGLIO FN


Ringrazio di questo spazio e mi associo ai ringraziamenti di quelli che mi hanno preceduto. In questo breve intervento non vi parlerò di Dio, Patria e Famiglia, questi sono concetti che se siamo qui tutti abbiamo metabolizzato, fatto nostri e che condividiamo nelle loro linee fattuali.

Io vi parlo di Calabria, e comincio con una frase: “...chi ha è, ma anche chi sa è, anzi oggi chi sa è di più...” Saverio Strati, Il selvaggio di santa venere. Ecco, noi dobbiamo puntare su una cosa e una soltanto perché da questa deriva poi tutto il resto e anche il Dio Patria e Famiglia che ci sta tanto a cuore: la cultura.

E la cultura è conoscenza del territorio. I nostri paesi, no borghi, ma paesi. È dai paesi che dobbiamo ripartire! E la nostra provincia non è solo bronzi o villa romana di casignana ma è l’ulivarella, è Demetra la quercia più vecchia del mondo che insiste in aspromonte, è l’unica popolazione di camaleonti allo stato selvatico, è Pentedattilo, Masella, la Petrosa di Villa Repaci, le grotte di tremusa. È da lì che dobbiamo ripartire. E non con la “restanza” un termine inutile pensato per chi “ha”, bisogna ripartire con un concetto questo chiaro a tutti: remigrazione intesa nel verso senso del termine come immigrazione di ritorno. Noi dobbiamo rendere i nostri paesi attraenti per far ritornare quanti dei nostri concittadini per bisogno o scelta sono dovuti andar via. Noi dobbiamo aspirare che i calabresi remigrino in calabria e la facciano grande!

E come lo facciamo? Lo facciamo partendo dalla cultura perché un popolo colto sa “coltivare”, sa capire, sa interpretare il mondo e sa dare il proprio contributo alla propria terra. Un popolo colto non parte, ma s’inventa. Investe.

Investiamo in biblioteche e librerie ad esempio.
La città metropolitana di Reggio Calabria: 97 comuni, il più piccolo è Fiumara 7kmq, il meno popoloso Staiti 131 abitanti. Su 97 comuni solo 35 hanno una biblioteca pubblica, solo 20 hanno biblioteche accessibili, solo Reggio ha una biblioteca moderna. Sapete quante librerie ci sono: 25 di cui 18 a Reggio e 7 nei restanti 96 comuni.

Distribuiamo libri, fanzine, creiamo gruppi di lettura, circoli culturali, creiamo la nuova classe dirigente partendo dalle nostre radici che non è vero che sono solo quelle greche ma sono quelle che si affondano in Leonida Repaci, Saverio Strati, Mario La Cava, Fortunato Seminara affinché quello che disse un altro Fortunato (Giustino) “...la Calabria è quello sfasciume pendulo sul mare…” non sia più!

E chiudo.
Un altro fondamentale motivo perché dobbiamo investire in cultura è la cultura unisce, non divide. Anche se abbiamo idee diverse se abbiamo la cultura non saremo mai nemici. La cultura unisce e l’unità marcia insieme. Dobbiamo dimostrare di marciare insieme perché solo così potremo costruire! Forti! Vincenti! Veri! Calabresi.





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fda, 2026
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[Questo lavoro è concesso in licenza con CC BY-NC-ND 4.0. Per visualizzare una copia di questa licenza, visitare https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ] Foto: Archivio di Francesco D'Aleo

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