lunedì 25 settembre 2023

TRITTICO DI GAGINI A GALATRO

Il trittico si trova nella chiesa di San Nicola nella parte alta del paese di Galatro. Facilmente raggiungibile in macchina.

Le statue che compongono il trittico, da sinistra a destra, raffigurano San Giovanni Battista, Santa Maria della Valle e San Giovanni l'Evangelista. Giovane abbastanza forte, ben conformato nei particolari somatici e perfetto nelle proporzioni anatomiche, appare il Battista. La pelliccia che lo copre dall'addome fin sopra le ginocchia ricorda la prima giovinezza del Santo allorché abbandonò la seducente mondanità per la solenne quiete delle selve e per le convinte predicazioni. Sereno nel volto, il Battista con ambo le mani regge il libro che ha poggiato sul fianco sinistro mentre ha lo sguardo fisso verso un punto lontano. L'artista ha, forse, voluto fermare nel marmo l'espressione che il Battista aveva nel momento in cui è andato incontro al Divin Nazareno. Un agnello, appena sbozzato, è sul lato sinistro del basamento.

Nella nicchia centrale è la Vergine col Bambino a cui, in onore del Vescovo-mecenate fondatore della Chiesa, è stato dato il nome di Santa Maria della Valle. La figura della Madonna - col volto piccolo, dolce, dalla fronte ampia e luminosa, con sopracciglia appena accennate, le palpebre chinate, quasi a velare lo sguardo, un lieve sorriso che non schiude le labbra ma che fa intravedere una infinita pace interiore - appare quanto mai delicata.

Dal centro della fronte due ciocche simmetriche di ondulati capelli si dipartono, incorniciando il volto, mentre il capo è coperto dal velo che scende sulle spalle e che le fascia, fino a lasciar congiungere i lembi sotto i piedi del Bambino, che sorregge sull'avambraccio sinistro. Il Bambino Celeste, completamente nudo, alza il braccio destro benedicente verso la folla. La statua poggia su uno scannello esagonale a facce rettangolari. Tre di queste facce sono istoriate da altrettanti bassorilievi.

Nel primo, quello centrale, è rappresentata la nascita di Gesù (con la stalla, Giuseppe e Maria, un pastore sull'estrema destra, le pecore, l'angelo, l'asino, il bue e, naturalmente, adagiato sulla paglia, il Redentore Neonato). Sul lato sinistro c'è l'Annunciazione: un angelo si genuflette con un giglio in mano; sul lato destro è, invece, raffigurata la Madonna che, inginocchiata, riceve lo Spirito Santo sotto le allegoriche sembianze di una colomba.

L'ultima statua, quella di San Giovanni Evangelista, è sicuramente la più importante e la più riuscita dal punto di vista artistico. Robusto e forte, l'Evangelista lascia trasparire il travaglio interiore attraverso alcuni dosati colpi di scalpello che sembrano abbiano scavato il volto. Con la testa leggermente chinata e girata verso destra, il Santo fissa il suo pugno chiuso. Perchè? Riteniamo che in quella mano San Giovanni reggesse una croce e sollevandola in maniera decisa, a quanti si accostavano a lui per sentire la parola evangelica, la mostrasse come la bandiera della nuova Fede. Per questo, a guardar bene, nei suoi tratti somatici sembra leggere l'invito a seguire quella croce che, sul Golgota, è diventata il simbolo di un grande olocausto. (Se la nostra intuizione è fondata, non riusciamo a spiegarci il motivo per il quale, dopo il terremoto del 1783, nessuno abbia più provveduto a rimettere nella mano del Santo Evangelista una croce di legno!). La mano sinistra (assai simile a quella del Battista anche nella posizione del pollice e dell'indice) regge un grosso volume che, poggiato sul fianco, simboleggia certamente la sua Apocalisse, i Vangeli e le Epistole. Ricercato è il drappeggio della tunica e del manto. 




lunedì 18 settembre 2023

ERRANZA FRAGOLARA - NARDELLO


Una breve erranza (circa 10 km) nel cuore del PNA. Un bagno tra gli odori del ginepro, del faggio, dell'abete, tra prati muscosi e piccole radure. 







Poesia: 

Non so se hai mai visto un prato di ciclamini tra le ombre di una foresta di faggi

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SUL PENSIERO

Il pensiero è la cosa più importante dell’universo anzi è l’universo stesso. Infatti, cosa sarebbe dell’universo, della terra, di un albero o di noi stessi se non potessimo essere pensati? Il pensiero consente di trasformare in un flusso continuo elementi immateriali, metafisici in qualcosa di fisico, ma risulta impossibile il contrario. Un ingegnere, ad esempio, può pensare un ponte e poi costruirlo ma risulta impossibile partire dal ponte e giungere al pensiero che lo ha generato. Un solo oggetto inverte il flusso di corrente: il libro. Uno scrittore attraverso la generazione del pensiero da vita ad un libro ma il lettore può rigenerare il pensiero e originarne altri mille leggendo il susseguirsi delle parole. Potremmo dire che il libro è un oggetto magico e misterioso. Un oggetto dotato di capacità magnetiche ma che possono essere invertite.

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domenica 30 aprile 2023

lunedì 24 aprile 2023

IL TRITTICO DI GAGINI A VIBO VALENTIA


Il trittico rinascimentale di Antonello Gagini che è custodito nella chiesa di Santa Maria Maggiore e San Leoluca. 
Il trittico del 1524 è composto da una ordinata cornice architettonica in marmo scuro con colonne corinzie, che inquadra tre nicchie dove trovano posto, da sinistra a destra, le statue di San Giovanni Evangelista, della Madonna delle Grazie e di Santa Maria Maddalena. 
Nel particolare la Maddalena è meravigliosa. Si presenta sorretta dai putti che la proiettano verso l'ascensione. È considerata un capolavoro assoluto. 
In questi giorni di festa girate e visitate la Calabria: è meravigliosa e custodisce opere stupende. 










riferimenti:

ERRANZA GRANDI PIETRE


Siamo tornati a camminare lungo antiche vie costellate di alberi secolari e sotto l'influsso del Genius Loci che abita il grande conglomerato. Gli ovili, i castagni, i ruderi di San Giorgio, l'erta scalata fino a Pietra Castello per ammirare il Butramo che si getta nel Bonamico, Gerace, Tre Pizzi, Antonimina e Ciminà. Montalto e i piani dello Zomaro. Tutto l'Aspromonte sotto il nostro sguardo e noi minuti e invisibili persi tra i lecci torti. Respiriamo.












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venerdì 7 aprile 2023

LA PIETÀ DI GAGINI - SOVERATO


La Pietà è una scultura di Antonello Gagini datata 1521, custodita nella chiesa di Maria Santissima Addolorata di Soverato situata nel borgo della Città. È un esempio di arte rinascimentale, una scultura in marmo bianco con la Vergine Maria che porta in grembo Cristo deposto dalla croce. 

L’opera fu commissionata il 26 settembre del 1521 da Giovanni Martino D’aquino, che chiese al Gagini di scolpire la sua opera più “bella ed eccellente”; all’artista veniva richiesto di realizzare una scultura in marmo bianco che misurasse 155 cm (6 palmi), con al centro San Tommaso D’Aquino che calpestava Averroè (il più importante filosofo arabo del medioevo). Il risultato soddisfò e superò le aspettative: il volto della Madonna esprime una sofferenza più umana ed intensa rispetto alla rappresentazione di Michelangelo, dove la madre di Cristo, dal volto decisamente più giovane, lascia trasparire un dolore contenuto, caratterizzato da un’aura di serenità.

Originariamente il capolavoro fu destinato alla chiesa del convento di Santa Maria della Pietà di Petrizzi, che però venne coinvolto nel distruttivo sisma che mise in ginocchio l’Italia meridionale nel 1783. Un carro trainato dai buoi trasportò il gruppo marmoreo deturpato nella Soverato Superiore, dove venne pitturato con l’apporto di macchie di sangue sul Cristo.

Canta leggenda che per ottenere la statua il beato Zumpano facesse riemergere dallo Stretto di Messina un blocco di marmo che vi era affondato in un nubifragio, e convertisse cosi il padrone della nave.











data visita: 25 marzo 2023

Riferimenti:

visita di Vittorio Sgarbi 
02 giugno 2022


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