lunedì 24 aprile 2023

ERRANZA GRANDI PIETRE


Siamo tornati a camminare lungo antiche vie costellate di alberi secolari e sotto l'influsso del Genius Loci che abita il grande conglomerato. Gli ovili, i castagni, i ruderi di San Giorgio, l'erta scalata fino a Pietra Castello per ammirare il Butramo che si getta nel Bonamico, Gerace, Tre Pizzi, Antonimina e Ciminà. Montalto e i piani dello Zomaro. Tutto l'Aspromonte sotto il nostro sguardo e noi minuti e invisibili persi tra i lecci torti. Respiriamo.












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venerdì 7 aprile 2023

LA PIETÀ DI GAGINI - SOVERATO


La Pietà è una scultura di Antonello Gagini datata 1521, custodita nella chiesa di Maria Santissima Addolorata di Soverato situata nel borgo della Città. È un esempio di arte rinascimentale, una scultura in marmo bianco con la Vergine Maria che porta in grembo Cristo deposto dalla croce. 

L’opera fu commissionata il 26 settembre del 1521 da Giovanni Martino D’aquino, che chiese al Gagini di scolpire la sua opera più “bella ed eccellente”; all’artista veniva richiesto di realizzare una scultura in marmo bianco che misurasse 155 cm (6 palmi), con al centro San Tommaso D’Aquino che calpestava Averroè (il più importante filosofo arabo del medioevo). Il risultato soddisfò e superò le aspettative: il volto della Madonna esprime una sofferenza più umana ed intensa rispetto alla rappresentazione di Michelangelo, dove la madre di Cristo, dal volto decisamente più giovane, lascia trasparire un dolore contenuto, caratterizzato da un’aura di serenità.

Originariamente il capolavoro fu destinato alla chiesa del convento di Santa Maria della Pietà di Petrizzi, che però venne coinvolto nel distruttivo sisma che mise in ginocchio l’Italia meridionale nel 1783. Un carro trainato dai buoi trasportò il gruppo marmoreo deturpato nella Soverato Superiore, dove venne pitturato con l’apporto di macchie di sangue sul Cristo.

Canta leggenda che per ottenere la statua il beato Zumpano facesse riemergere dallo Stretto di Messina un blocco di marmo che vi era affondato in un nubifragio, e convertisse cosi il padrone della nave.











data visita: 25 marzo 2023

Riferimenti:

visita di Vittorio Sgarbi 
02 giugno 2022


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venerdì 24 marzo 2023

RAPPRESENTAZIONI


dell'amore non ci può
essere una definizione
ma mille sono le rappresentazioni:
come quella di una madre
che allatta il proprio bambino.

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giovedì 23 marzo 2023

L'AMORE SEI TU


l’amore sei tu Roberta,
che ogni notte
anche se sei stremata
ti giri e porgi il tuo seno
alla piccola bocca affamata.

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RUDERI CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA


La chiesa di San Giovanni Battista, adiacente a San Giovanni di Sambatello, ha origini molto antiche e travagliate e solo per questo andrebbe tutelata.
Durante le mie piccole erranze vengo generalmente investito da due emozioni contrastanti: la meraviglia e la rabbia. La meraviglia è uno dei sentimenti più nobili, è la capacità di meravigliarsi che ci ha reso quelli che siamo. L'opposto è il fondamentalismo che vuole abolire la meraviglia e ci vuole tutti uguali. Quindi godo nel meravigliarmi di un campanile o di un abside, di un rudere o di una lastricato. L'altro sentimento è la rabbia per lo stato di abbandono e disinteresse. Credo che nella storia di questo paese un periodo di così immensa decadenza culturale e morale non sia mai stato raggiunto. 
Una chiesa che ha origini nel XII sec è immersa in un vigneto! Sulla parete a sud è stata impiantata una tettoia per la raccolta dell'acqua di servizio alle colture di fave. Praticamente quasi inaccessibile a causa di rovi, sporcizia e spazzatura. 
E' necessaria una rinascita culturale che avvenga il più presto possibile altrimenti saremo destinati all'imbarbarimento completo; e un popolo imbarbarito e quindi fondamentalista è capace di fare qualsiasi cosa.








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CHIESETTA MADONNA DELL'ABBONDANZA (SAN LEO)


Poco prima di raggiungere la chiesa parrocchiale di S.Leo, sul lato destro della carreggiata si scorge la facciata di una chiesetta (dedicata alla Madonna dell'Abbondanza) con un pregevole portale di ingresso in pietra tufacea intagliata, sormontato da una finestrella ad arco ribassato racchiusa da una cornice sempre in pietra. A prima vista sarebbe una delle solite chiesette patronali dei cosiddetti "gnuri", apparteneva infatti alla famiglia Donato ed era di competenza di Villa Accurso. Guardando con attenzione il prospetto, si scorge in alto una croce, in pietra tufacea con una data: 1712. Un'altra annotazione riguarda la scritta che si legge sulla trabeazione: "Pura Purissima/ Pia/ Miseris Miserere/ Maria", che denota una profonda umiltà della gente di S. Leo. E' l'invocazione degli umili di cuore, di coloro che sanno di non avere niente, di non godere di protezioni sulla terra e si affidano alla misericordia della Madre Celeste, sicura Protettrice. Dopo circa 280 anni dalla sua costruzione, nel 2005 la chiesetta è stata distrutta da un incendio di entità sconosciuta che l'ha smembrata della sua originaria bellezza. 


riferimenti:
Libro: C'era una volta Pèllaro - Salvatore D'Aleo






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FONTANA DI LUME

In loc. Lume sorge, di fronte alla chiesa del Carmine, la bellissima fontana inaugurata nel 1900 dall'allora sindaco del comune di Pellaro, Domenico De Paula (come riportato anche nella pergamena dei sindaci che attualmente è conservata presso il centro civico Cardea https://francescodaleo.blogspot.com/2022/05/sindaci-di-pellaro.html). 

La fontana, l'unica rimasta in funzione sul territorio di Pellaro, rappresenta una testa di leone dalla cui bocca fuoriesce il cannello. Una targa nelle parte superiore riporta l'esecutore dell'opera e l'anno di realizzazione. 

 




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